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Covid e infortuni sul lavoro: con la seconda ondata a Ravenna denunce più che raddoppiate

E' questa l'analisi dei dati sugli infortuni sul lavoro nel 2020 fatta dalla Cisl Emilia-Romagna, che rilancia l'allarme su questa "piaga insoluta" e chiede maggiori investimenti sulla prevenzione

Più decessi sul lavoro a causa del Covid in Emilia-Romagna, ma meno infortuni nelle aziende per il lockdown. Fenomeno che però è tornato a salire di pari passo con la ripresa delle attività, dall'estate in poi. E nel ravennate la situazione è particolarmente grave. E' questa l'analisi dei dati sugli infortuni sul lavoro nel 2020 fatta dalla Cisl Emilia-Romagna, che rilancia l'allarme su questa "piaga insoluta" e chiede maggiori investimenti sulla prevenzione. 

“Gli infortuni sul lavoro, specie quelli mortali, restano una piaga insoluta anche nella nostra regione - commenta Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale Cisl - Tant’è che i numeri complessivi, certo aggravati dalla tragedia della pandemia che nel 2020 nella sola Emilia Romagna ha causato oltre un quarto delle vittime, restano drammatici, specie se si considera dell’andamento a scarto ridotto delle attività produttive nel periodo del lockdown".

La pandemia ha infatti condizionato i dati dell'anno appena trascorso. Nel 2020 le denunce di infortuni mortali sul lavoro sono aumentate del 12,2% rispetto all'anno precedente, da 106 a 119, riferisce la Cisl, di cui 37 ascrivibili al Covid-19, con il personale sanitario e assistenziale tra la quasi totalita' di queste ultime vittime. La maggior parte delle morti ha riguardato la provincia di Parma (14), seguita da Modena (sette) e Bologna (cinque). In generale, le denunce di infortunio in regione sono state 67.916, in diminuzione (- 20%) rispetto al 2019, anno in cui erano state 84.941. I mesi nei quali il calo è stato più consistente sono stati naturalmente quelli del lockdown, in particolar modo aprile e maggio, tuttavia la Cisl rileva un preoccupante incremento degli infortuni con la riapertura delle aziende (novembre 2020 segna un +9,1%). Novembre, ad esempio, fa segnare un aumento del 9,1%.

Guardando solo al Coronavirus, in Emilia-Romagna nel 2020 sono state 10.338 le denunce di infortunio sul lavoro per Covid, ossia il 7,9% delle segnalazioni giunte all'Inail a livello nazionale. Il 73,1% dei colpiti sono donne, in genere più impegnate nei servizi alle persone. Il 23,8% delle denunce proviene dall'area metropolitana di Bologna, seguita da Reggio Emilia (13,7%) e Modena (13,6%). Mentre la seconda ondata dei contagi sul lavoro ha colpito particolarmente Ravenna (l’incremento delle denunce è del + 67,6% rispetto a novembre 2020), Ferrara (+48,3%) e Rimini (+ 45,7%). “Su questo versante - conclude il sindacalista - è necessario che le aziende facciano più attenzione ai protocolli e utilizzino i 250 mila test rapidi offerti dalla Regione per tracciare eventuali focolai nei luoghi di lavoro, anche sollecitando i medici competenti aziendali. Elemento fondamentale per limitare la diffusione del virus".

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