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Poliziotto malato di cancro vola a New York per correre la Maratona

Cristian Galli, agente della Polizia locale di Ravenna, sarà uno dei tre pazienti oncologici che l’Istituto oncologico romagnolo porterà nella grande mela

È in partenza per New York dove parteciperà alla famosa Maratona domenica 3 novembre, e l’assessore allo Sport Roberto Fagnani ha voluto incontrarlo nella residenza municipale per augurargli in bocca al lupo. Lui è Cristian Galli, agente della Polizia locale di Ravenna, e sarà uno dei tre pazienti oncologici che l’Istituto oncologico romagnolo porterà nella grande mela per un progetto legato alla pratica dell’attività sportiva come supporto fisico e psicologico nell’ambito della terapia oncologica. Erano presenti anche Chiara Bennati, medico del dipartimento di Oncoematologia dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, e Mario Pretolani, presidente dello Ior.

Galli, che partirà giovedì 31 ottobre per la sua prima maratona, al rientro parteciperà con la propria testimonianza al congresso "Winners 4 the Cure" che si terrà il 7 novembre al Pala de Andrè, un evento nuovo dedicato ai progressi scientifici in campo oncologico con la dimostrazione pratica degli ottimi risultati ottenuti da pazienti affetti da cancro che si sono cimentati in attività sportive. L’appuntamento è promosso da assessorato allo Sport, Atletica Ravenna, Ior e in collaborazione con la Maratona di Ravenna città d’arte alla quale Galli prenderà parte.

Cristian Galli è un 47enne nato a Rimini ma residente da 15 anni nella città dei mosaici, dove lavora presso la Polizia locale. Sposato e con due figli di 13 e 10 anni, ha scoperto di soffrire di un carcinoma polmonare tre anni e mezzo fa. "Mi ero accorto di soffrire di disturbi all’occhio destro – spiega – ma non mi sarei mai immaginato che quell’anomalia al campo visivo si rivelasse poi essere una metastasi. Ho sposato un protocollo sperimentale di terapia a bersaglio molecolare presso l’Irst di Meldola: devo prendere pastiglie tutti i giorni e farmi controlli una volta al mese. Dopo un iniziale periodo in cui il tumore dava segni di regressione, ora sembra essersi arrestato: quanto basta per poter prendere parte a questo splendido progetto. Nel periodo successivo alla diagnosi, nonostante sia sempre stato uno sportivo, avevo cessato la mia attività: ma da quando sto meglio ho ripreso piano piano a muovermi, e ho notato come anche gli effetti collaterali delle terapie siano meno pesanti. Sono felicissimo ed emozionato di poter provare le sensazioni della Maratona di New York: mi sono approcciato al running da poco, seguendo l’esempio di Leonardo Cenci, ma non ho mai fatto 42 chilometri in vita mia. Sono comunque tranquillo perché abbiamo un preparatore che ci segue: quel giorno non guarderò il cronometro ma farò la mia corsa per riuscire a tagliare il traguardo e dimostrare a me stesso e agli altri di potercela fare. La vita è bella, bisogna viverla al massimo finché ne abbiamo la possibilità: spero che questo messaggio arrivi anche ai miei “colleghi” a Meldola, che ogni giorno come me lottano contro questo terribile male".

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