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Cultura: tanti spettacoli in streaming, ma migliaia di lavoratori sono fermi da febbraio

L'allarme arriva da Legacoop Romagna: "Quello degli spettacoli dal vivo è un settore che più di altri sta pagando la grave crisi conseguente al Coronavirus"

A partire da sabato 18 e domenica 19 aprile il settore Culturmedia di Legacoop Romagna trasmetterà in streaming le registrazioni di alcune delle migliori produzioni per ragazzi delle ultime stagioni su Facebook e Youtube. Otto spettacoli che hanno vinto premi nazionali e internazionali, da “Pollicino” a “L’Acciarino Magico”, proposti in “doppio spettacolo” ogni sabato e domenica, con inizio a partire dalle 16. I video saranno trasmessi sui canali Facebook e Youtube di Legacoop Romagna e saranno rimossi subito dopo, per restituire al massimo la sensazione dello spettacolo dal vivo.

"È il nostro modo per stare vicini ai bambini e alle famiglie, perché la cultura e il teatro – anche quando sono digitali – aiutano a vincere tutte le paure -, dice il presidente di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti. - Ma è anche l’occasione per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su un settore che ancor più di altri sta pagando la grave crisi conseguente alla pandemia".

La cultura e lo spettacolo dal vivo, infatti, sono stati tra i primi settori a fermarsi, a febbraio. Ancora non è possibile sapere quando e come sarà possibile tornare alla normalità. Non solo per concerti ed esibizioni in pubblico, ma anche per la parte educativa con le scuole e i ragazzi. Migliaia di lavoratori del settore sono fermi e non sanno quando potranno tornare a operare. Artisti e Persone di Cultura che stanno facendo la loro parte, con responsabilità e in silenzio. 

"Lo streaming – dice Mazzotti – è una risposta nell’emergenza, ma non può essere la soluzione. Alla Regione chiediamo di proseguire il dialogo che ha avviato in modo positivo sin dall’inizio, continuando a riconoscere il ruolo che le cooperative svolgono nel quadro della gestione dello spettacolo dal vivo e dando certezze su quella che sarà la prosecuzione delle attività culturali. Al Ministero per la Cultura chiediamo in tempi rapidi risorse specifiche a sostegno delle imprese e un piano per la ripresa delle attività dal vivo, con protocolli certi, ma anche di intervenire sui termini di rendicontazione per centri di produzione e compagnie teatrali. Il rischio è di perdere esperienze di grandissimo valore di imprese che invece andrebbero maggiormente tutelate rispetto a chi vive la cultura come un’attività collaterale".

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