Da Cervia a New York, la piadina dei fratelli Maioli conquista la patria dello street food

All'inaugurazione della seconda sede di Eataly nella Grande Mela c'era anche lei, una sorpresa nell'offerta gastromica della catena. Mirko Maioli, da New York, ci racconta l'ansia e l'emozione.

“Hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina?”. Lo cantava Samuele Bersani diversi anni fa in una canzone che parlava dei sogni sconclusionati di due fricchettoni. Ma quel sogno, probabilmente, non era poi così campato per aria. Basta chiederlo ai fratelli Maioli, Mirko e Alessandro, che da Cervia, precisamente dal ristorante Le Ghiaine che gestiscono insieme allo zio Fiorenzo, hanno portato la loro piadina in giro per il mondo, trasformandola in un brand che dalla Romagna e dall’Italia è arrivato a Seoul, passando per Istanbul e Dubai.

L’ultima tappa raggiunta in questo viaggio è New York, dove la piadina dei fratelli Maioli ha trovato un posto d’onore nella seconda sede di Eataly che Oscar Farinetti, con cui i Maioli collaborano dal 2012, ha aperto nella Grande Mela, in un luogo storico come Ground Zero. L’inaugurazione è avvenuta l’11 agosto, ma Mirko Maioli era già a New York dal 25 luglio, e vi resterà fino ai primi di settembre, per insegnare allo staff (nel chiosco lavorano 7 persone) cosa sia la piadina e come la si prepari. 

Lo raggiungiamo al telefono mentre è al lavoro, alle 11 di mattina (ora di New York). “Sono qui che faccio piadine già delle 9!”. Quella che sembrava una scommessa difficile da vincere – sfidare sul suo terreno, e in casa sua, la patria dello street food -, ora non sembra più tale. Anche se Maioli ci va cauto.
“L’ansia, all’inizio, era davvero tante. Quando Eataly aprì a Chicago, Joe Bastianich sconsigliò di introdurre anche la piadina. A New York ci si è voluto provare, facendo davvero tanta didattica, fornendo al pubblico tutte le spiegazioni per far capire cosa sia questo prodotto, per mostrare che viene preparato al momento, non riscaldato, e che non va confuso con piatti messicani. E tutta questa informazione sembra che stia premiando, perché in questi giorni stiamo vendendo tra le 400 e le 450 piadine al giorno. Siamo alla pari con i sandwich e un po’ sotto la pizza”.

La piadina raccontata dai fratelli Maioli non parla solo del prodotto, ma di tutto il territorio emiliano-romagnolo. Le combinazioni proposte nel menù – a proposito, gli americani adorano gli abbinamenti mozzarella, pomodoro, rucola e stracchino, crudo, rucola – prendono i nomi dalle città della regione. “Sentire gli americani che chiedono una Cervia o una Ravenna con il loro slang è davvero buffo, ma così prendono confidenza con la nostra terra”.

Per ora, a New York si mangiano solo piadine. Per gustare un crescione, gli americani dovranno attendere ottobre, quando Maioli tornerà a Ground Zero per introdurre questo nuovo prodotto e insegnarne la preparazione allo staff. “Abbiamo preferito iniziare con un solo prodotto, per non creare troppa confusione. Vogliamo dare tempo a chi la fa e a chi la acquista di innamorarsi della piadina. Poi, in ottobre, proporremo anche crescioni e rotolini. Abbiamo un prodotto davvero eccezionale, una risorsa per i nostri giovani, che non devono avere paura di portarlo in giro per il mondo”.

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