Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Daini, le associazioni contro la Regione: "Insensato spostare animali senza provare dissuasori efficaci"

"A Fosso Ghiaia si ritiene assolutamente sicura una leggerissima recinzione volante di mezzo metro", commentano le associazioni che non gradiscono i provvedimenti regionali relativi ai daini

"Quando la Regione Emilia Romagna lavora sui daini, c’è da temere": questo l'aspro commento delle associazioni Animal Liberation, Clama Ravenna, Cruelty Free, Lega del Cane e Italia Nostra sezione di Ravenna in merito alla delibera n. 140 del 1 febbraio riguardante i daini di Lido di Classe e di Volano. Secondo le associazioni, il provvedimento regionale si richiama alla Legge 157/1992 che consente alle Regioni di effettuare piani di limitazione di specie di fauna selvatica a condizione che Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) abbia verificato l’inefficacia dei metodi ecologici. "Quali sarebbero i metodi ecologici di cui Ispra ha verificato l’efficacia - si chiedono le associazioni - dato che i sopralluoghi delle associazioni (con relativa relazione inviata a tutti gli Enti preposti) hanno evidenziato presidi per garantire la sicurezza a dir poco ridicoli, con basse e sottilissime reti spesso divelte o spostate che potrebbero forse andar bene per far crescere i piselli, e la totale assenza di dissuasori con sensori sonori e luminosi? Quando è noto, e lo dice la stessa Regione in un comunicato stampa del 2014, che si ottengono ottimi risultati con i 'Sensori luminosi e dissuasori acustici che allertano gli animali e mettono in guardia gli automobilisti, per aumentare la sicurezza sulla strada', e la sperimentazione in provincia di Modena, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza ha portato al quasi totale azzeramento degli incidenti dovuti allo scontro con animali selvatici. Tali presidi sono messi in opera in tutta Italia con successo, ma a Ravenna non si può".

"Lo ha scritto la Regione per mano dell’assessore Corsini che non si è considerato neppure di dover investire i fondi europei per gli 'attraversamenti verdi', perché gli incidenti accaduti erano troppo pochi - attaccano le associazioni -. Nella delibera si fa riferimento, fra l’altro, alla messa in sicurezza della zona del campo sportivo di Fosso Ghiaia: ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate, se non fosse tanto grave la situazione. Qualcuno dei nostri amministratori ha verificato personalmente la miserevole situazione lungo la statale Adriatica? E’ questa la loro idea di messa in sicurezza degli automobilisti? Per i daini il destino pare segnato: devono essere trasferiti presso allevamenti autorizzati (e chissà che bel futuro li aspetta lì..), distretti territoriali individuati nel piano faunistico venatorio dove saranno esenti dagli abbattimenti in quanto provvisti di marcatura. Quindi i cacciatori, che contro i daini sparano anche da altane di vari metri e a notevole distanza, saranno dotati di occhiali laser per individuare a distanza la marcatura? Oppure si potrà pur chiudere un occhio se la marcatura non viene vista, che un errore sia mai, capita a tutti? Chi sarà sul luogo a controllare? Quanti daini moriranno durante il trasferimento, dato che sono creature molto fragili e spesso, per quelle più deboli o con problemi fisici, il narcotico può essere fatale?".

"Ancora, i daini potranno essere ceduti a privati purché in possesso di recinti che impediscano la fuga, ovvero alti 2,20 metri e con cordolo di cemento basale, mentre per i daini di Fosso Ghiaia – ricordano le associazioni - si ritiene assolutamente sicura una leggerissima recinzione volante di mezzo metro. Lo ribadiamo: pensare  di spostare i daini, giustificando l’iniziativa con gli incidenti che coinvolgono questi animali (da uno a tre all’anno, peraltro, in una strada ad altissima percorrenza) senza avere provveduto dapprima all’installazione di dissuasori efficaci e di recinzioni decenti ed averne verificato l’efficacia, non ha alcun senso né motivazione logica. Non abbiamo più parole per una politica che non ascolta i cittadini e le associazioni, che incoscientemente affida gli automobilisti alla buona sorte e che non pare neppure rendersi conto che quanto afferma in documenti ufficiali non corrisponde alla realtà dei fatti. Davanti a queste premesse, quali sono, dunque, i motivi per cui i daini vanno spostati? Qualche malalingua parla di attività venatorie dentro la pineta di Classe disturbate dalla presenza dei daini, che distrarrebbero con il loro odore i cani da caccia, ma non vogliamo credere a ciò".

Foto recinzione Fosso Ghiaia-2

Foto Fosso Ghiaia 2-2

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Daini, le associazioni contro la Regione: "Insensato spostare animali senza provare dissuasori efficaci"

RavennaToday è in caricamento