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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca

Daini, Ancisi (LpRa): "Vietare gli abbattimenti con la carabina"

"L'area compresa tra la pineta di Classe, i Fiumi Uniti, la statale Adriatica e il fiume Savio è popolata da molti daini, calcolati al momento in 236, che sono proliferati a seguito dell'abusiva volontaria immissione in zona di alcuni esemplari"

Contro gli annunciati abbattimenti di daini nei pressi della pineta di Classe, il capogruppo della lista di minoranza Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, chiede di verificare nella zona interessata all’eventuale abbattimento di daini l’applicabilità del divieto di uso delle carabine. E di conseguenza adottare un'ordinanza per introdurre nel territorio considerato tale divieto. La mozione è stata depositata in consiglio comunale.

Ricorda Ancisi: “L’area compresa tra la pineta di Classe, i Fiumi Uniti, la statale Adriatica e il fiume Savio è popolata da molti daini, calcolati al momento in 236, che sono proliferati, anche a causa della loro rapida riproduzione, a seguito dell’abusiva volontaria immissione in zona di alcuni esemplari, compiuta da ignoti intorno al 2000. I daini, rappresentando, nelle nostre pianure, una specie alloctona, producono danni notevoli al sottobosco. alla biodiversità e alle colture agricole. Quando attraversano le strade, possono anche provocare degli incidenti. Ne sono già avvenuti sulla statale Adriatica e su viale dei Lombardi, dando origine ai primi contenziosi con le amministrazioni pubbliche proprietarie delle strade. Si sono rese necessarie anche interruzioni della linea ferroviaria esistente in zona”.

“Per contenere questo fenomeno, la Provincia di Ravenna aveva disposto, a decorrere dal 2 novembre scorso, un abbattimento selettivo, con armi da caccia, di 65 daini, limitato ai capi che avrebbero sconfinato in zona agricola. A seguito di numerose proteste di associazioni e cittadini per il metodo cruento adottato e della disponibilità dei parchi faunistici di Fasano e di Ravenna ad accogliere, facendosi carico delle relative operazioni coi propri veterinari e ranger, questi animali (una cinquantina il primo e i rimanenti il secondo), la Provincia ha sospeso la propria disposizione, rinviando a dopo un incontro con i responsabili di detti parchi, che sarebbe dovuto avvenire entro il mese di ottobre, la decisione definitiva. Resta aperto il problema di come contenere la celere riproduzione dei daini rimanenti, anche rispetto all’ipotesi ventilata della castrazione, su cui, a nostro parere, dovrà essere ricercata un’intesa con l’ENPA, ente di protezione degli animali”.

“In ogni caso, restando non escluso, per ora e per il futuro, il ricorso all’abbattimento, si propone il problema, finora non considerato, di come, in tale evenienza, tutelare l’incolumità della popolazione, rispettando la legge che regola l’uccisione degli ungulati, al cui genere i daini appartengono. Secondo la legge regionale (n. 2 del 2008), la caccia o i piani di controllo degli ungulati possono avvenire solo con le “carabine”, cioè fucili a canna rigata che sparano una “palla unica”, non dei pallini, e che possono avere, a seconda del calibro, la gittata di un chilometro o addirittura, in assenza di ostacoli, uno molto maggiore. In un territorio come quello di Ravenna, l’uso di queste armi può dunque uccidere o ferire delle persone”.

“Tuttavia, la legge nazionale sulla “protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” (n. 157 del 1992, art. 21, comma 1, lettera f) vieta di sparare con le carabine da distanze corrispondenti a meno di una volta e mezza della loro gittata massima nella direzione di immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o posti di lavoro, nonché delle vie di comunicazione ferroviaria e delle strade carrozzabili, eccettuato quelle poderali ed interpoderali. Considerando che una volta e mezza della gittata massima delle carabine è pari ad uno o due chilometri e tenuto conto che la zona interessata all’eventuale abbattimento dei daini incorre largamente, ai sensi di tale norma di legge, nel divieto d’uso delle carabine, si propone al consiglio comunale di approvare la seguente mozione”.

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