Cronaca

Dal mare all'entroterra, lotta alle frodi: operazione "Blue Wave" della Guardia costiera

Sono stati dunque programmati ed eseguiti appositi controlli ed ispezioni in mare, in porto e nell’entroterra

Nei giorni scorsi anche la Guardia Costiera ravennate è stata impegnata in un'operazione mirata all’incremento della vigilanza sulla filiera della pesca marittima, denominata “Blue wave”, a tutela delle norme di settore comunitarie e nazionali per un maggior contrasto alle diverse forme illecite. I comandi hanno implementato le rispettive attività di polizia marittima, sotto il coordinamento dell’8°Centro Controllo Area Pesca, operante in seno alla Direzione Marittima dell’Emilia-Romagna, retta dal Capitano di Vascello (CP) Giuseppe Sciarrone.

Sono stati dunque programmati ed eseguiti appositi controlli ed ispezioni in mare, in porto e nell’entroterra, per prevenire e reprimere gli illeciti sulla cattura, sulla commercializzazione e somministrazione del pescato, nei giorni scorsi è stata sviluppata una analoga attività con la presenza in sede di un ispettore della Croazia al seguito dei militari dipendenti, in base all’accordo di reciproco scambio fondato su di un piano di ispezione congiunto JDP (Joint Deployment Plan), espressamente previsto dall’Agenzia comunitaria per il controllo della pesca Efca (European Fisheries Control Agency). Nel corso dell’operazione “Blue wave” non è stata trascurata neanche l’effettuazione di controlli nei centri di manipolazione e preparazione delle mense scolastiche, ospedaliere e similari, per cui sono stati ispezionati 14 specifici esercizi, onde fugare anche il rischio di frodi in commercio e nelle pubbliche forniture attinenti i prodotti ittici freschi e conservati, senza comunque rilevare irregolarità di sorta in materia.

Complessivamente sono state effettuate 96 ispezioni e 203 controlli, mentre sono 21 le sanzioni amministrative elevate per un ammontare di oltre 50mila euro,13 i sequestri totali, con oltre 600 chili di prodotto ittico ritirato e 4 attrezzi di pesca irregolari sottratti ai fini della confisca, nel corso dei quali uno di questi ha fortunatamente consentito anche la pronta liberazione in mare di un esemplare di tartaruga caretta-caretta ancora vivo, accidentalmente impigliata nelle reti, specie che si rammenta risulta essere protetta dalla convenzione Int.le di Washington e dalla direttiva Ce Habitat, poiché a rischio estinzione. Quotidianamente sono stati impiegate nell’operazione 10 pattuglie, 8 motovedette in mare, nonché un elicottero proveniente dalla Base Aeromobili della Guardia Costiera di Pescara.

Le principali sanzioni afferiscono la carente informazione/etichettatura, l’inesatta provenienza del pescato, la violazione delle norme attinenti la documentazione commerciale giustificativa ed i piani di autocontrollo alimentare nonchè la cessione di prodotto catturato in difformità alle norme nazionali e comunitarie prefissate a tutela del depauperamento degli specifici stock ittici. Il direttore marittimo dell’Emilia-Romagna assicura "che proseguirà il consolidato e doveroso impegno istituzionale teso a reprimere i fenomeni illegali di cattura e commercializzazione di prodotti ittici alimentari, a tutela delle risorse ittiche, dei lavoratori onesti e della salute del consumatore, quale espressa mission assegnata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali anche alla luce dei lusinghieri risultati conseguiti nella fattispecie, i quali hanno ampiamente soddisfatto le aspettative del rappresentante dell’Agenzia Europea per il controllo della pesca Efca, in termini di peculiare competenza e specializzazione dei militari dipendenti".

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