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Dall'idea di comprare l'area della Cmc alla petizione: "Smettiamo di cementificare la Darsena"

Per provare a dare un'accelerata alle cose, l'ingegnere ha deciso di lanciare una petizione chiedendo al sindaco di Ravenna Michele de Pascale di "adoperarsi affinchè i progetti esistenti relativi all'area Cmc siano modificati"

Qualche giorno fa RavennaToday ha dato voce all'ingegnere che ha proposto di acquistare "collettivamente" l'area della storica sede della Cmc di via Trieste, in Darsena, messa in vendita di recente, con l'intenzione di "salvarla dalla cementificazione" e trasformarla in una sorta di 'villaggio degli antichi mestieri'. Un obiettivo molto ambizioso ed estremamente difficile, se si pensa che la base d'asta è di ben 18 milioni. E ora, per provare a dare un'accelerata alle cose, l'ingegnere ha deciso di lanciare una petizione chiedendo al sindaco di Ravenna Michele de Pascale di "adoperarsi affinchè i progetti esistenti relativi all'area Cmc siano modificati".

"Come gruppo (su Facebook è stato fondato il gruppo 'Ravenna Può', ndr), non siamo riusciti ad attivare la raccolta fondi proposta inizialmente e la tempistica troppo stretta non ci ha permesso di reperire sponsor né di elaborare un progetto e relativo business plan (anche perché gli eventuali investitori hanno trovato la formula dell'asta non interessante per un investimento così rilevante) - spiega l'ingegnere Riccardo Merendi - Ora, a pochi giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle offerte, per non assistere inerti al compimento di un destino che sembra ormai segnato lanciamo una petizione chiedendo ai ravennati di invitare il sindaco che li rappresenta a intervenire affinché il progetto di realizzazione di un'altra borgata abitativa e un altro centro commerciale - cose delle quali Ravenna è già satura - venga modificato favorendo piuttosto il recupero del verde, delle attività artigianali e commerciali locali. Forse è indelicato affrontare questi argomenti quando molte persone, negozi e aziende sono in sofferenza per la crisi generata dal Covid. E forse è inopportuno anche parlare di turismo quando i turisti sono impossibilitati a muoversi. Però riteniamo che, se la crisi passerà, sarà vincente aver resistito e avere aggiunto una risorsa importante all'offerta Ravenna. Viceversa, sarà un disastro comunque, quindi logica e cuore ci spingono a insistere e a puntare sulla possibilità più favorevole".

Le restrizioni Covid non consentono raccolte pubbliche di firme. "Quindi l'unica possibilità è che tutti quelli che hanno una visione diversa del futuro di Ravenna - partiti, liste civiche, associazioni di categoria, movimenti ambientalisti, associazioni culturali e sportive e anche singoli cittadini - superino le divergenze di opinioni, di colore, fede e ideologia e si attivino per salvare un pezzetto della storia di Ravenna e del movimento cooperativo e solidale d'Italia. Sarebbe un primo passo a cui potrebbero seguirne molti altri".

Il modulo per la raccolta delle firme e le istruzioni da seguire sono disponibili nel gruppo Facebook Ravenna può, oppure contattando il numero 3339997823. "Raccomandiamo di agire nel massimo rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid - conclude Merendi - La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per le ore 15 del 9 marzo 2021: se entro quella data noi ravennati saremo riusciti a dare un segnale forte, forse il sindaco in primis, l'amministrazione e chi è interessato ad acquistare il lotto Cmc prenderanno in considerazione la possibilità di rimodulare il progetto come chiedono i firmatari della petizione. Se, viceversa, le firme raccolte saranno poche, significherà che Ravenna è cementificata per precisa volontà dei suoi abitanti e, se così fosse... che cemento sia!".

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