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Dante 2021, Enzo Moavero Milanesi riflette sull'istituzione di un 'Dantedì'

La conversazione fra Enzo Moavero Milanesi e Antonio Patuelli ha affrontato il tema della presenza e del ruolo di Dante e della cultura italiana in Europa e nel mondo

È naturale che sia proprio Ravenna - la città che accolse Dante nel suo esilio, la città che ne custodisce le spoglie da quasi sette secoli - a ospitare un festival che, nella combinazione di ricerca, divulgazione e passione, ci invita a riconoscere e approfondire la presenza del Poeta nella nostra visione del mondo, nella nostra esperienza della lingua, della letteratura, delle arti, della cultura tutta, così come della politica e dell’etica.

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Venerdì a fare da cornice è stato uno dei luoghi chiave della mappa di Dante2021, il refettorio della Biblioteca Classense - intitolato Sala Dantesca nel 1920, in occasione dell’apertura, da parte dell’allora ministro Benedetto Croce delle celebrazioni del sesto centenario dalla morte del Poeta. Qui si è svolto l’incontro con il giurista Enzo Moavero Milanesi, già più volte Ministro degli Affari Europei e degli Affari Esteri, e Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana e del Gruppo La Cassa di Ravenna, con il coordinamento di Michele Brambilla. E' seguito l’incontro, coordinato da Domenico De Martino, a cui sono intervenuti, oltre a Moavero, Patuelli e Brambilla, Paolo Di Stefano del Corriere della Sera, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi e un gruppo di insigni studiosi, fra cui Carlo Ossola e Francesco Sabatini: è stato lanciato ufficialmente il progetto di istituire un Dantedì, una giornata mondiale dedicata a Dante. Intellettuali di vari Paesi (dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna, dall’Egitto e dalla Siria) si sono associati portando testimonianza del rilievo, anche in culture diverse e lontane, dell’opera di Dante.

La conversazione fra Enzo Moavero Milanesi e Antonio Patuelli ha affrontato il tema della presenza e del ruolo di Dante e della cultura italiana in Europa e nel mondo. L’incontro ha scelto per titolo una citazione del Purgatorio - «per tutta Europa» (Purgatorio. VIII, v. 123) - tratta dall’episodio dell’incontro di Dante con Corrado Malaspina, nel corso del quale il Poeta elogia i signori di Lunigiana, capaci di distinguersi per liberalità e cortesia in un mondo che ormai perseguiva ben altri valori. L’avvicinarsi di quel 2021 che segnerà i settecento anni dalla morte di Dante a Ravenna conferisce invece particolare attualità alla riflessione sul valore e sull’opportunità di istituire una giornata mondiale dedicata all’Alighieri. Questo è il significato di Dantedì, come, su proposta di Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, l’ha battezzato Paolo Di Stefano. Tra gli ospiti anche il giornalista e poeta siriano Nouri Al Jarrah, Wafaa El Beih direttrice del Dipartimento di italianistica dell’Università di Helwan - Il Cairo, René de Ceccatty e José María Micó, traduttori dell’opera di Dante rispettivamente in francese e in spagnolo, e Harro Stammerjohann da Francoforte, socio straniero della Crusca.

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