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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca

Dante e Ravenna protagonisti di due puntate del programma tv "Sciarada"

Un viaggio nel nostro Paese alla scoperta di documenti, luoghi, voci e presenze che ci aiutano a ragionare e ad ammirare le tracce dell’italiano

Può una lingua essere materia per un museo? Può un bene immateriale e materiale al contempo essere contenuto e organizzato in un luogo fisico e stabile?  È la domanda che dà origine alle due puntate di Sciarada, in onda da lunedì 19 settembre alle 22.50 in prima visione su Rai 5, dal significativo titolo di Etimo, per il museo della lingua italiana dello storico della lingua italiana e divulgatore Giuseppe Antonelli, in cattedra presso l’Università degli studi di Pavia e presidente del comitato tecnico scientifico del prestigioso Centro Manoscritti di Pavia fondato da Maria Corti. Il progetto televisivo nasce dal libro di Antonelli Il Museo della Lingua Italiana (2018) e accompagna la nascita del museo fiorentino, inaugurato nel luglio scorso nel suggestivo complesso di Santa Maria Novella.

Le due puntate di Etimo, dedicate rispettivamente alle origini dell’italiano (19 settembre) e agli scrittori e la norma (26 settembre)  sono il racconto di un viaggio  nel nostro Paese alla scoperta  di documenti, luoghi, voci e presenze  che ci aiutano a ragionare e ad ammirare le tracce dell’italiano dal Placito di Capua, il  primo documento in lingua volgare (960 d.C.), fino alle varianti dei contemporanei, come quelle suggestive vergate a penna da Eugenio Montale  o a quelle contenute nei files  di Valerio Magrelli.

In continua evoluzione, ricco di contaminazioni e mutazioni, soggetto continuamente alle variazioni e alle interferenze vitali del parlato, un idioma è quanto di più mobile si possa immaginare. Ne dà conto la lunga teoria dei documenti e delle curiosità delle due puntate di Etimo: il Placito di Capua (Abbazia di Montecassino) , l’antenato del fumetto  della Basilica di San Clemente in Roma,  le trascrizioni della Commedia, il lavoro certosino di Boccaccio, innamorato dell’opera di Dante,  le infinite autocorrezioni di Alessandro Manzoni  fino all’edizione  definitiva dei Promessi Sposi (1840), le varianti degli autori contemporanei  studiate e archiviate  presso il Fondo  manoscritti di Pavia e molti altri.

Per ogni capitolo del racconto di Etimo, Giuseppe Antonelli si sofferma nei luoghi e nelle stanze che ospitano o che hanno visto nascere questi e altri documenti, dialogando con esperti, studiosi, appassionati o testimoni e conservatori. Ed ecco il suggestivo viaggio nella biblioteca dell’Abbazia di Montecassino, o nella Firenze e nella Ravenna di Dante, dove il Poeta riposa accolto e venerato dalla città in ogni tempo; ecco Casa Manzoni e la Biblioteca Braidense di Milano, dove gli appunti e gli studi dello scrittore ci parlano ancora; ecco la biblioteca Marciana di Venezia e la sala fiorentina delle pale dove gli accademici della Crusca ragionavano sulle parole e sui lemmi del loro Vocabolario.

Un viaggio emozionante, dunque, con incontri destinati ad arricchire il racconto: dal regista Pupi Avati, a giorni nelle sale con il suo Dante ispirato al lavoro di Boccaccio sul Sommo Poeta, al giornalista e studioso del fumetto Luca Raffaelli,  dagli studiosi Elisabetta Tonello, esperta  delle trascrizioni della Commedia, a Giuseppe Patota; da Giulia Raboni e Angelo Stella, che ci introducono tra le carte del Manzoni; dal presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini che ci accompagna  nella storia e nelle stanze della più prestigiosa istituzione culturale italiana, a molti altri.

Dedicato al linguista Luca Serianni, da poco scomparso, che nella prima puntata di Etimo è presenza fondamentale nelle sale del Museo fiorentino del quale è stato anima e motore scientifico, il viaggio di Antonelli ci accompagna tra le domande legate alla natura intima e alla storia della nostra lingua con passo lieve e intensa vivacità intellettuale.

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