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Il ct Cassani 'tuona' contro Rolling Stone: "Non avete rispetto per i ciclisti morti sulla strada"

Il ct solarolese della nazionale ha infatti pubblicato sul proprio profilo Facebook un lungo sfogo in merito a un articolo sul ciclismo e sulla sicurezza stradale comparso qualche giorno fa sul sito della rivista

Cassani "tuona" contro Rolling Stone. Il ct solarolese della nazionale ha infatti pubblicato sul proprio profilo Facebook un lungo sfogo in merito a un articolo sul ciclismo e sulla sicurezza stradale comparso qualche giorno fa sul sito della rivista, dal titolo 'Ciclisti, che ansia. Cadono come mosche e non sanno stare in fila. Chi sono?'. "Ma cos’hanno i ciclisti che non va? Odiano la vita oppure solo gli automobilisti? Come fanno a ostinarsi a intasare le strade e il mondo, mettendo in pericolo loro stessi e noi che guidiamo, con il loro girovagare?", si legge nell'articolo incriminato, che oltre a quelle di Cassani ha ricevuto le critiche di diverse associazioni ciclistiche di tutta Italia.

"Cos’hanno i ciclisti che non va? I ciclisti sono come tutti gli altri esseri umani, abbiamo una grande passione per un mezzo che ci ha portato a scoprire noi stessi e il mondo senza far rumore, senza inquinare e usando le proprie forze - spiega il Ct arrabbiato - Io abitavo a Solarolo, e da casa mia vedevo le colline e mi sono sentito grande quando, con la mia bicicletta, sono arrivato su quelle montagne, da solo. È quella bicicletta mi ha permesso di realizzare un sogno, diventare un corridore e ancora adesso, quando ho due ore di tempo, è lei che mi porta in giro facendomi provare, a distanza di tanti anni, le stesse emozioni di quando ero un ragazzino. Chi ama il ciclismo, chi adora uno sport di fatica difficilmente prova un sentimento di odio. Poi ci sta, se un automobilista mi stringe sul ciglio, fa finta di non vedermi a una rotonda o mi ammazza un compagno di viaggio che pedala insieme a me posso anche incazzarmi no? Mi fai sorridere signor Rolling Stone quando scrivi che ci ostiniamo a intasare le strade e il mondo mettendo in pericolo noi stessi e gli automobilisti. Cosa? Tu, automobilista, dici a noi che intasiamo le strade? Che mettiamo in pericolo voi? Ma dove vivi? Si è vero, nel 2017 sono morti 254 ciclisti. Di quelle 254 vittime quante sono decedute per colpa di un altro utente della strada? Tu sai quanti automobilisti muoiono ogni anno? Te lo dico io: nel 2017 soni stati 1464. E mi dici perché, nonostante tutti questi morti la gente continua a girare in auto? E sai quanti pedoni muoiono? Sempre nel 2017 sono stati 600 e la maggior parte perché tirati sotto da automobilisti. E tu vieni dire a noi che mettiamo in pericolo voi che guidate? Su una cosa hai ragione: anche tra i ciclisti ci sono maleducati, irrispettosi e irresponsabili e il nostro lavoro sarà proprio questo, educare, insegnare il rispetto delle regole, del codice della strada".

"Caro signor Rolling Stone - conclude Cassani - io continuerò ad andare in bicicletta perché è la mia passione, perché mi permette di vivere meglio, perchè mi da la possibilità di viaggiare senza intasare il mondo. Lo so che potrei trovare sulla mia strada un odiatore come lei e per questo perdere la vita, ma non mi importa. E sono convinto che se in Italia ci fossero più ciclisti e meno automobilisti, più amatori e meno odiatori, le cose andrebbero leggermente meglio. Si chiama rispetto. Rispetto che lei, signor Rolling Stone, non ha avuto per tutte quelle persone che, non per colpa loro, sono morte sulla strada, ma soprattutto per i loro famigliari".

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