Chiede al Papa di spostare la partita del 25 dicembre: "Vogliono rubarmi il Natale"

Davide Saitta, pallavolista della Porto RoburCosta, ha scritto al Pontefice per chiedergli di fare spostare la partita Trento-Ravenna in calendario per il 25 dicembre

"Chiedo aiuto Papa Francesco, vogliono “rubarmi” il Natale!". Inizia così la lettera di Davide Saitta, pallavolista del Porto Robur Costa, indirizzata nei giorni scorsi al Pontefice per chiedergli di fare spostare la partita Trento-Ravenna in calendario per il 25 dicembre. Il 32enne, infatti, è sposato da 4 anni e mezzo con la moglie Nicoletta - conosciuta nel 2013 alla Giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro - e otto mesi fa la coppia ha avuto la prima figlia, Noemi. Questo sarebbe quindi il primo Natale da poter trascorrere insieme alla piccola, ma l'impegno agonistico glielo impedirebbe.

"Sono cresciuto in una famiglia cristiana che mi ha educato alla fede e a vivere intensamente i tempi liturgici di Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua - scrive Saitta al Papa nella lettera pubblicata dalla testata cattolica Avvenire - Sento molto la responsabilità di essere anch’io per mia figlia un buon padre. Il 25 dicembre saremo l'unica squadra in trasferta chiamata a scendere in campo e a lasciare le nostre famiglie dal pomeriggio della Vigilia fino alla notte del giorno di Natale". Il pallavolista ha tentato di far spostare la partita al giorno prima, ma si è sentito rispondere "Solo se chiamasse il Papa!". Da qui l'idea di scrivere al Pontefice.

"Stavo per arrendermi all’idea di lasciar perdere, ma durante un’eucarestia di qualche giorno fa mi sono detto che portare avanti questa pacifica e legittima causa lo devo a me stesso, a mia moglie e soprattutto a mia figlia Noemi - continua Saitta - Questa sarà un’esperienza in più per poterle trasmettere la fede in Gesù Cristo morto e risorto raccontandole un giorno che mi sono battuto pacificamente, come sono abituato a fare nei campi di gioco, e che ho gridato al “mondo intero” che il 24 notte desideravo passare la Vigilia con mia figlia, il giorno del suo primo Natale, nel giorno della prima venuta di Cristo nella sua vita. La mattina del 25 desidero, Santo Padre, svegliarmi con lei, fare le lodi e la processione in tutte le stanze della casa per deporre il Bambino Gesù nel bellissimo Presepe che sua madre con tanto amore ha preparato con le sue mani. E poi desidero mangiare con loro e fare festa tutto il giorno, proprio come fanno tutti per rendere il Natale un giorno felice per mia figlia. Credo che il nostro sport, che da sempre è veicolo di importanti valori sportivi e di vita, possa sacrificare un minimo della sua spettacolarità per fare spazio a Gesù che viene nelle nostre vite e dare la possibilità a chi come me ne sente la necessità, di celebrarlo e lodarlo".

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