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Cronaca

Demolizione torri Hamon, Italia Nostra ironizza: "Che festa per i 60 anni di Deserto Rosso"

L'associazione critica in particolare il presidente di Autorità Portuale, che parlando delle torri Hamon avrebbe detto “non sono le Piramidi”

La sezione ravennate di Italia Nostra accoglie con rammarico la notizia dell’avvio dei lavori di demolizione di una delle due torri Hamon. L'associazione, tra i promotori di una manifestazione di protesta contro lo smantellamento, critica Autorità di Sistema Portuale ed Eni, "rispettivamente acquirente e venditore dell’ex comparto Sarom" che "con la quieta e commossa accondiscendenza del Comune di Ravenna, potranno scrivere una pagina gloriosa di storia di rimozione della memoria collettiva grazie ad un blitz pasquale che ha cancellato qualsiasi traccia di partecipazione democratica e di informativa alla cittadinanza". Secondo Italia Nostra non vi sarebbero "dettagli del progetto di impianto fotovoltaico per cui le torri vengono abbattute, seppure trattasi di progetto Pnrr; né si capisce quando sia stato modificato il Piano Regolatore Portuale in merito alle demolizioni". L'associazione parla anche del "passaggio dell’intero comparto ex Sarom da Eni ad AdSP" che avverrebbe "con esborso di soldi pubblici (oltre 8 milioni di euro)". 

Come ricorda Italia Nostra, la demolizione delle torri avviene nell’anno in cui ricorre il sessantesimo anniversario dall’uscita del film “Il Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni: "Uno dei non molti film girati a Ravenna". L'associazione ironizza "il film da festeggiare potrebbe essere “Deserto Rossi”, in onore della presidenza di Autorità Portuale e della spianata così amministrata. Presidenza che giusto qualche giorno fa ha acclamato le demolizioni asserendo che le torri, anche per rimanere in tema di deserto, 'non sono le Piramidi'". E aggiunge l'associazione: "Neanche la Chiesa San Vitale è le Piramidi. Per il sessantesimo, davvero una bella festa che darà lustro alla nostra città, all’insegna della cultura e della partecipazione, mentre si attendono, oltre al remake, altre lacrime copiosamente versate da qualche amministratore coraggioso - e conclude Italia Nostra - Al momento le iniziative non si fermano, per chiedere sia le verifiche dell’autorizzazione paesaggistica e dell’interesse culturale, sia che almeno una delle due torri venga preservata dall’ondata di barbarie". 

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