Confcommercio spinge sull'asse Forlì-Ravenna: "L'unico errore è lasciare il nulla che c'è ora"

Un collegamento veloce ed efficiente tra Forlì e Ravenna: a fare da traino per il dibattito su una tale infrastruttura è ancora una volta la Confcommercio

Un collegamento veloce ed efficiente tra Forlì e Ravenna: a fare da traino per il dibattito su una tale infrastruttura è ancora una volta la Confcommercio, che martedì mattina ha organizzato una conferenza stampa congiunta dei due presidenti delle Ascom di Forlì, Roberto Vignatelli, e di Ravenna, Mauro Mambelli. Una nuova Ravegnana, così come un nuovo collegamento ferroviario diretto tra i due capoluoghi, non è all'ordine del giorno delle amministrazioni, ma non è nemmeno previsto nelle programmazioni a lungo termine delle infrastrutture sia regionali che statali. Si tratta quindi di partire completamente da zero, sia come idee, poi come progetti e finanziamenti.

“Proprio per questo, per i tempi che si prospettano lunghi, è necessario iniziare a discuterne. Se nessuno avesse iniziato a parlare di A1 non ci sarebbero neanche le autostrade”, dicono all'unisono Mambelli e Vignatelli. Che spiegano, poi, di “essere a fianco delle istituzioni”, ed invitano “i sindaci di Forlì e di Ravenna a convogliare le forze e far pressione per trovare le risorse a livello regionale e statale”. Per Ravenna, poi, aggiunge Mambelli, “un collegamento con Forlì è un collegamento con l'asse dell'Adriatica e quindi con tutta l'Italia”.

“Quanto è accaduto sulla Ravegnana, con il crollo che ora interrompe l'arteria stradale, ci fa vedere la fragilità dei collegamenti tra due capoluoghi così importanti, uniti da un'unica vecchia strada. Ci siamo accorti che mezzo mondo è tagliato fuori”, è l'assunto di partenza di Alberto Zattini, Direttore di Confcommercio Forlì. Ma che tipo di opera realizzare tra le due città? La Confcommercio da questo punto di vista non si esprime, demandando a “progettisti ed esperti la soluzione migliore”, in quanto basta “un'alternativa valida ed efficiente”. “L'unico errore è il nulla assoluto che c'è ora”.

Ad elencare i motivi di un collegamento veloce è Vignatelli: “L'intenso traffico merci, il collegamento per il traffico commerciale tra porto di Ravenna e aeroporto di Forlì, ma anche per dare un'infrastruttura degna per una circolazione di tipo turistico, con la scelta strategica di una 'Destinazione Romagna' e di una messa in rete di Ravenna e le sue bellezze artistiche con Forlì che, grazie alla Fondazione, sta puntando molto sul turismo culturale. Ma anche solo per la necessità di far circolare velocemente la gente tra due città grosse, con un Pil notevole”.

La richiesta è sia di un collegamento stradale che di uno ferroviario, “che ci porterebbe sull'asse della via Emilia in 20 chilometri”, spiega Mambelli. A far parte di questo progetto anche l'aeroporto di Forlì, “per il quale ci siamo battuti molto”, sempre Mambelli. Come ferrovia si immagina una linea diretta con una sola fermata a San Pietro in Vincoli, come strada invece non ci si sbilancia e si lascia aperta anche l'ipotesi di un raccordo tra Forlì e Casemurate, per poi continuare verso Ravenna con l'E45. Eppure Ravenna ha due collegamenti di tipo autostradale con l'A14, il raccordo verso Bologna e l'E45 verso Cesena Nord. Idem per le linee ferrate, una con sbocco a Faenza e l'altra a Castel Bolognese. Infrastrutture che, però, “non possono essere ulteriormente sviluppate, senza contare le difficoltà a gestirle meglio come vediamo in questi giorni col nuovo orario dei treni”, è il giudizio di Mambelli, mentre per quanto riguarda quelle stradali è sotto gli occhi di tutti “quanto siano intasate di traffico soprattutto nei weekend estivi”. E conclude Mambelli: “Parliamone, troviamo soluzione, il confronto è necessario”.

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