menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Diffidato perchè dipingeva su un cavalletto in piazza del Popolo: "Un sopruso"

Dopo il "menestrello multato" e il "flautista sanzionato", il capogruppo di Lista per Ravenna torna a parlare di artisti di strada

Dopo il "menestrello multato" e il "flautista sanzionato", il capogruppo di Lista per Ravenna torna a parlare di artisti di strada. "Alcuni giorni fa un pittore ravennate residente in centro storico stava dipingendo su una tela, a fianco del muro della gioielleria tra piazza del Popolo e via Cairoli, la visuale del portico verso il bar d’angolo, quando è stato ammonito da due agenti della Polizia municipale, presenti tre assessori comunali, perché accusato di violare il regolamento comunale per l’esercizio dello spettacolo su strada - spiega Ancisi - Si è risparmiato una multa da 75 a 500 euro perché una norma introdotta dopo il caso del flautista tedesco fa sì che la prima infrazione sia perseguita solo con una diffida a non riprovarci. Invitato a mettersi in regola recandosi presso il servizio Attività produttive, gli è stata fatta sottoscrivere una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per un’“attività di spettacolo su strada” come “pittore”, ritenuta necessaria per essere esercitata, quasi fosse un’attività economica d’impresa".

"Ognuno può capire l’assurdità della scena - prosegue il consigliere - Ma quei cinque rappresentanti dell’amministrazione comunale che hanno insistito a dire, respingendo anche le reazioni dei testimoni, che il regolamento dice così e che bisogna rispettarlo, hanno in realtà compiuto loro, non già il pittore, un sopruso. Il regolamento, intendendo per arte di strada “la libera espressione artistica da parte di qualsiasi persona, esercitata in luogo pubblico o aperto al pubblico, in modo estemporaneo ed itinerante, senza la corresponsione di un predeterminato corrispettivo per la prestazione, il cui compenso è lasciato alla libera offerta dello spettatore”, prescrive sì, in tali casi, la preventiva presentazione di una SCIA, considerandola in comunque un’attività economica. Ma il pittore in questione non chiedeva e non chiede mai alcuna offerta, neanche con la mano o con un piattino. Semplicemente dipingeva, non avendo perciò nessun obbligo di fare una SCIA. Doveva forse pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico (TOSAP) perché usava un cavalletto che invadeva sì e no un metro quadro? Sbagliato ancora, perché questa tassa si applica solo se dall’occupazione deriva un vantaggio economico. Alcune sentenze di Cassazione hanno infatti sancito che per imporla occorre verificare se dall’occupazione discenda un beneficio economico oppure il riconoscimento di una situazione irrilevante, come nell’evidente caso in questione".
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Il gioco da tavolo dell'Inferno di Dante approda a Ravenna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento