Cotignola, il paese si racconta attraverso i muri: "Cultura e bellezza"

Il progetto è partito da una vecchia e malandata cabina Enel, trasformata dagli artisti del Collettivo Fx in Distributore non automatico di Coraggio, per raccontare il valore di alcuni cotignolesi (e non) dimostrato durante la Seconda guerra mondiale

Prosegue a Cotignola il progetto “Dal passato al paesaggio”, che continua piano piano a caratterizzare sempre di più i muri e le facciate degli edifici del paese. Gli artisti Signora K e James Kalinda, in occasione di “Saluti da Cotignyork”, hanno infatti realizzato la loro rappresentazione di due figure importanti ed emblematiche della storia rinascimentale di Cotignola: Muzio Attendolo Sforza, feroce condottiero e capostipite della dinastia Sforza, e la compagna Lucia degli Attendoli, schiva e riservata, figura cardine del casato, che furono nonni di Francesco Sforza primo Duca di Milano. 

Due opere d’arte a cielo aperto che, in maniera potente, veloce e inusuale raccontano e ricordano la storia del paese, in due facciate speculari site all’ingresso di corso Sforza e via Pascoli. Il progetto “Dal passato al paesaggio” non è un semplice percorso per migliorare il decoro urbano attraverso la street art, come spiega l’assessore alla Cultura Federico Settembrini: “Dietro ogni murale c’è una storia del paese, per il paese. Crediamo che ogni opera debba avere un forte legame con il luogo, per questo gli artisti stessi, quando vengono qua, lavorano a stretto contatto con le persone e vivono un’esperienza che è prima di tutto uno scambio di conoscenze e un racconto di ospitalità e rapporti umani: non ci sono opere calate dall’alto. Sono questi gli elementi che stanno guidando il percorso”.

“Il nostro paese - continua Settembrini - è stato completamente raso al suolo durante l’ultima guerra. Purtroppo quindi siamo stati privati di gran parte della nostra storia, e oggi il bello dobbiamo inventarcelo cercando anche nuove idee comunicative e di aggregazione. Questa iniziativa, come tante altre, vuole trasmettere un messaggio culturale che possa arrivare a tutti riportando al contempo un po’ di bellezza nei luoghi della nostra quotidianità”.

Ad oggi i murales realizzati sono sette. Il progetto è partito da una vecchia e malandata cabina Enel, trasformata dagli artisti del Collettivo Fx in Distributore non automatico di Coraggio, per raccontare il valore di alcuni cotignolesi (e non) dimostrato durante la Seconda guerra mondiale. Si è poi proseguito nel luglio 2014 quando, in occasione dell’Arena delle balle di paglia, l’artista madrileno Gonzalo Borondo ha lasciato a Cotignola un dipinto che raffigura due volti, in un manufatto di cemento del Canale emiliano romagnolo, ora quasi mimetizzato con la vegetazione del fiume.

Nel mese di novembre 2015, infine, in occasione di un progetto intitolato “Dietro ogni matto c’è un villaggio”, portato avanti anche in questo caso dal “Collettivo Fx” e da Massimiliano Fabbri, due murales sono stati dedicati a “Gori” e “La Flèma”, cotignolesi che si sono distinti in quanto a goliardia e folklore nella prima metà del ’900. Inoltre, in concomitanza con Cotignyork, è stato dipinto un ulteriore murale da Marina Girardi e Rocco Lombardi, sempre in via Matteotti, che raffigura una scena della Segavecchia in tempi di guerra, ricollegandosi al graphic novel “L’Argine” che i due autori hanno realizzato in occasione del 71° anniversario della Liberazione di Cotignola.

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“Rinnovo il ringraziamento a nome di tutta l’Amministrazione comunale ai residenti di corso Sforza 1 e via Matteotti 34 - conclude Settembrini -, ai condomini che hanno autorizzato la realizzazione delle due opere sulle facciate delle rispettive abitazioni, e ad Afra Bandoli, Raffaella Zama e Leardo Mascanzoni per le ricerche puntuali ed esaustive sui personaggi ritratti”.

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