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Disabile violentata, la condanna delle associazioni: "Lotteremo contro la cultura sessista"

Le associazioni Casa delle donne, Donne in nero, Linea Rosa, Maschile Femminile Plurale, Associazione Preziose, Udi (Unione donne in Italia) condannano l'episodio di violenza sessuale subìto lunedì da una disabile

"Come sempre continueremo a lavorare per sradicare la cultura sessista che sta alla base di ogni violenza maschile sulle donne". Le associazioni Casa delle donne, Donne in nero, Linea Rosa, Maschile Femminile Plurale, Associazione Preziose, Udi (Unione donne in Italia) condannano l'episodio di violenza sessuale subìto lunedì da una disabile.

"Anche in questa occasione, la lettura che è stata data a questo grave episodio è quella di una ridotta capacità di giudizio dell'aggressore dovuta ad una lunga storia di disagio mentale - riportano le associazioni -. Non è nostra intenzione entrare nel merito di questo specifico caso lasciando alle autorità il compito di verificare l'accaduto e fare giustizia, assicurando alla vittima tutto il sostegno necessario attraverso il Centro Antiviolenza di Linea Rosa, presente a Cervia con un suo sportello. Come tutte noi sappiamo, gli uomini che fanno violenza sulle donne non appartengono necessariamente a categorie di persone disagiate o con problemi psicologici: la violenza maschile è un problema trasversale che riguarda tutti i ceti sociali e tutte le culture".

"Ancora una volta ci troviamo a condannare con forza uno stupro ai danni di una donna - proseguono -. Un fatto che si ripete troppo spesso, rispetto al quale non possiamo che ribadirne l'origine e la continuità storica nel sistema di idee, simboli e pratiche culturali, sociali e politiche che, relegando le donne nella sfera del naturale (si veda il DDL Pillon), legittima comportamenti di svalorizzazione, inferiorizzazione, subordinazione e discriminazione. A maggior ragione quando la discriminazione è multipla, come nel caso della donna di Cervia. Una donna con disabilità che è più fragile e facile “preda”: il suo corpo è invisibile in quanto culturalmente letto e considerato come inessenziale per la società. E, purtroppo, non è un caso che le donne con disabilità siano molto più soggette rispetto alle altre donne ad abusi e violenze, anche da parte di chi le dovrebbe assistere. Come sempre continueremo a lavorare per sradicare la cultura sessista che sta alla base di ogni violenza maschile sulle donne".
 

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