"Discoteche chiuse fino al 14 luglio": lo dice il nuovo dpcm

Dal 15 giugno via libera ad attività sportive e centri estivi per i bimbi, mentre bisognerà aspettare ancora fino a 14 luglio per la riapertura di discoteche, sale da ballo, fiere e congressi

Dal 15 giugno via libera ad attività sportive e centri estivi per i bimbi, mentre bisognerà aspettare ancora fino a 14 luglio per la riapertura di discoteche, sale da ballo, fiere e congressi. Questo il contenuto della bozza del Dpcm, secondo quanto scrive l’Adnkronos che ha potuto visionare il documento nel quale vengono definite le modalità per la ripresa.

"Restano sospese sino al 14 luglio 2020 le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere e i congressi - si legge nella bozza - Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi  chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni" di sicurezza.

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"Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l'anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro - prosegue poi la bozza - Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte".

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