"Dissesti in via Pascoli": Ancisi porta il caso in Procura

La situazione generale della strada si riassume nell’ultima interrogazione di Ancisi nel 2014

Il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, porta in Procura il caso di via Pascoli. La situazione generale della strada si riassume nell’ultima interrogazione di Ancisi nel 2014: “Si tratta di una strada breve e stretta del centro storico, dal fondo stradale mal ridotto, nonostante sia stato rifatto intorno al 2008. Il traffico è insostenibile causa l’utilizzo improprio di questa arteria, come unica scorciatoia, da tutto il sud-ovest della città e dal relativo entroterra, verso la zona della stazione ferroviaria, e di lì come attraversamento della città in direzione nord, verso la zona del quartiere Darsena sull’asse di via Trieste e verso Marina di Ravenna e i lidi nord. Le caratteristiche della strada, rettilinea e in discesa, favoriscono velocità da autodromo cittadino dei veicoli motorizzati, incuranti dell’incontrollato limite di 30 km/h, qualità dell’aria da camera a gas e audizioni sonore da concerto rock”.

Ricorda Ancisi: "Risale al 25 novembre 2005 la prima iniziativa dei residenti nella zona di via Giovanni Pascoli, raccolta da un’interrogazione al sindaco di Lista per Ravenna, per ottenere la messa a norma della loro strada. Da allora, se ne sono avute altre 9. Tutte inascoltate". L’undicesima ha così preso, il 24 marzo scorso, la strada della Procura della Repubblica, firmata da Giorgio Zuffa per i residenti e dal leader della lista civica.  L’esposto non richiama tuttavia solo l’articolo 32 della Costituzione italiana che “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, bensì, spiega Ancisi, "contesta la violazione di precise norme di legge, così segnalate nell’interrogazione del 2014: “Il rischio per l’incolumità della cosiddetta “utenza debole" è molto grave, data anche la pessima condizione dei marciapiedi, dal fondo disastrato, esposti, causa il piano rialzato consumato, ad essere transitati dalle automobili, anche radendo i muri. La larghezza dei marciapiedi, tra i cm 88 e i 93 (escluso il bordo, non fruibile perché in pendenza sulla carreggiata), viola il decreto ministeriale del 5 novembre 2001, che fissa, per tutti i marciapiedi, la larghezza minima di 1,50 metri, ed è inferiore perfino al metro minimo riservato dall’articolo 3 del codice della strada agli spazi pedonali tra le case e la carreggiata…”.

Inoltre, a proposito delle barriere architettoniche, prosegue Ancisi, sussiste “l’impossibilità di transitare su questa strada da parte delle persone in carrozzella perché quel po’ di sfasciato che resta dei marciapiedi è loro impedito, oltre che da sei tra pali per la segnaletica e cassette di derivazione per cablaggi, da un cestino per rifiuti e da un parchimetro”. Di qui la richiesta, ("tuttora insoddisfatta", evidenzia Ancisi), del “rifacimento dei marciapiedi, allargandoli a 1,50 metri, come richiesto dalla legge, così adeguandoli pure alla ‘fruizione anche da parte di persone su sedia a ruote’, come dal decreto del presidente della Repubblica 503 del 1998; restringendosi la carreggiata, si limita la velocità dei veicoli, tutelando il transito delle biciclette e dei pedoni…”.

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Attacca Ancisi: "Ciononostante, nessuna certezza di quando il Comune di Ravenna metterà mano ai lavori di messa a norma è ad oggi possibile. Un segno di considerazione si è avuto con l’inserimento, nel piano triennale 2016-2018 per gli investimenti, dell’intervento numero 62: “Interventi di ristrutturazione di via Giovanni Pascoli - via Oriani”, per un costo di 550 mila euro. I tempi di esecuzione, stimati  tra gennaio ed aprile 2017, sono però assolutamente non impegnativi, anche perché la relativa progettazione è allo stadio preliminare, mentre il finanziamento effettivo si avrà solo con l’approvazione del progetto esecutivo, successivo a quello definitivo, e la garanzia dell’impiego solo con l’avvio del procedimento di appalto dei lavori".

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