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Dissesto idrogeologico, la proposta: "Utilizziamo fondi europei"

La pensano così Vallli Cipriani, candidata al Parlamento Europeo per la Lega, e Veronica Verlicchi, capogruppo della lista civica La Pigna nel consiglio comunale di Ravenna

"La sicurezza ambientale è da anni una questione trascurata da molti Comuni romagnoli in maggioranza a guida Pd, e le conseguenze nefaste con tutti i danni che ne conseguono si abbattono sui cittadini a ogni fenomeno di maltempo. Eppure Ravenna e la Romagna sono considerate dall’Isprq, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente, zone ad alto rischio alluvione. I disastri ambientali di questi giorni non sono, quindi, figli di cause di forza maggiore o di eventi atmosferici eccezionali, ma hanno un solo responsible: il Pd che da decenni guida la quasi totalità dei Comuni Emiliano romagnoli le 3 province romagnole e la stessa Regione Emilia-Romagna". La pensano così Vallli Cipriani, candidata al Parlamento Europeo per la Lega, e Veronica Verlicchi, capogruppo della lista civica La Pigna nel consiglio comunale di Ravenna.

"Le zone a più alto rischio di alluvione sono la parte costiera, con i lidi ravennati esposti all’erosione della spiaggia, gli argini dei Fiumi Uniti, del Ronco, del Montone e del Reno, del Lamone, del Savio e del fiume Conca - spiegano le due politiche - Ma quel che preoccupa ancor di più è che i dati dell’Ispra non tengono conto di un fattore determinante: l’incuria delle golene che, a causa della mancata pulitura, sono piene di vegetazione e di ramaglie che impediscono il normale deflusso delle acque. Oltre a questo, l’azione delle radici degli alberi che scavando in profondità perforano gli argini fino a disgregarli. Gli interventi finora effettuati sono stati quasi totalmente finalizzati a riparare i danni causati da eventi atmosferici e meteorologici avversi, ma nulla é stato fatto per la prevenzione. La sicurezza ambientale deve essere una priorità garantita dagli enti pubblici. Noi proponiamo che il Comune di Ravenna e i Comuni della Romagna effettuino un monitoraggio dettagliato circa la reale situazione di rischio alluvione sull’intero territorio. E che vengano, altresì, definiti i relativi piani di interventi, definendone costi e priorità, finalizzati a eliminare i rischi più alti e probabili di alluvione. Piani per la cui realizzazione occorre reperire le necessarie risorse economiche. Ed é proprio l’Unione Europea che, se opportunamente stimolata e coinvolta, può giocare un ruolo decisivo per la sicurezza ambientale e per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Occorre, quindi, coniugare gli interventi e le attività dei Comuni romagnoli con quella della Regione e dell’Unione Europea, al fine di recuperare il tempo perduto e realizzare un efficace intervento di prevenzione capace di ridurre sensibilmente il verificarsi di eventi dannosi derivanti dal dissesto idrogeologico del territorio. L’intervento tardivo non solo non risolve il problema alla radice, lasciando esposti i territori a gravi rischi, ma comporta anche l’utilizzo di cospicue risorse finanziarie pubbliche. Gli strumenti legislativi per raggiungere questo obiettivo ci sono e vanno assolutamente utilizzati in quanto la prevenzione dei disastri deve diventare cultura di governo".

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