rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Domenica l'apertura generale della caccia

Domenica 18 settembre apertura generale della caccia. Fino a domenica 2 ottobre, i cacciatori potranno cacciare la selvaggina migratoria e stanziale in giornate fisse, giovedì e domenica dall'alba fino alle ore 13

Domenica 18 settembre apertura generale della caccia. Fino a domenica 2 ottobre, i cacciatori potranno cacciare la selvaggina migratoria e stanziale in giornate fisse, giovedì e domenica dall’alba fino alle ore 13, e alla sola avifauna migratoria da appostamento fino al tramonto secondo gli orari stabiliti negli ATC RA1, RA2 per intero e nel territorio a Nord della via Emilia per l'ATC RA3.

 

In queste giornate, nell’ora prima del sorgere del sole, i cacciatori potranno sparare esclusivamente alla fauna migratoria purché da appostamento fisso o temporaneo e, dopo il sorgere del sole, alla fauna selvatica stanziale o migratoria . Dal 1 ottobre al 30 novembre, i cacciatori usufruiscono di altre due giornate di caccia alla sola migratoria da appostamento.

 

Dalla terza domenica di settembre si inizia la caccia anche nelle aree contigue del Parco del Delta del Po e dalla seconda domenica di ottobre nelle Pinete di Ravenna e Cervia. Dal 18 al 30 settembre, nelle Piallasse della Baiona e dei Piomboni, zone umide siti di Rete Natura 2000, la caccia termina alle ore 17 (ora legale), ma dal 1 ottobre si uniforma a quanto stabilito nella deliberazione provinciale, atto che con cadenza mensile stabilisce l'ora di inizio e fine della giornata di caccia.

 

Si rammenta che nelle zone umide ZPS, fino al 1° ottobre si può cacciare solo il germano reale.

Continua la caccia in deroga allo storno. Sarà possibile abbattere lo storno fino al 18 dicembre in quei Comuni della provincia in cui sono stati liquidati danni provocati da questa specie negli ultimi quattro anni. Restano esclusi i Comuni di Riolo Terme, Casola Valsenio e la parte alta di Brisighella. E' previsto un carniere massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di 20 e 200 capi, esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo, senza l'uso di richiami appartenenti alla specie in oggetto, entro 100 metri da frutteti e vigneti con frutto pendente ed in cui siano attivi sistemi dissuasivi incruenti a protezione delle colture.

 

Con la stessa deliberazione sono state precisate le figure che possono occuparsi di tale prelievo, individuandole fra i cacciatori: residenti in Regione Emilia - Romagna iscritti agli ATC locali, residenti in regione che esercitano la caccia in mobilità, che esercitano la caccia in aziende faunistiche venatorie o che abbiano optato per la caccia da appostamento fisso con uso di richiami vivi.

Sono escluse dalla caccia in deroga le zone SIC e ZPS.

 

Occorre prestare attenzione all’uso del tesserino. La giornata si segna apponendo una X relativamente al mese e al giorno in cui si esercita la caccia. E’ necessario segnare il capo appena abbattuto sempre con una X. E’ obbligatorio marcare il deposito in tutti quei casi in cui il capo di selvaggina abbattuto non è riscontrabile appresso al cacciatore, cerchiando la X segnata per l’abbattimento.

 

Nel caso si eserciti la caccia nella stessa giornata in ambiti diversi (ATC, AFV, ATV) il cacciatore è tenuto a compilare un altro riquadro del tesserino regionale per l’esercizio venatorio.

L’abbattimento della Beccaccia e del Beccaccino deve essere immediatamente annotato sul tesserino. I prelievi di altre specie di fauna selvatica migratoria, qualora la caccia sia esercitata in forma vagante, vanno annotati a fine giornata di caccia.

Si ricorda che la scheda riepilogativa “Caccia specie in deroga” del Tesserino per l’esercizio venatorio va consegnata alla Provincia entro il 31 gennaio 2012.

Il Tesserino per l’esercizio venatorio va riconsegnato al Comune entro e non oltre il 31 marzo 2012 (art. 39, lett. b) L.R. 8/94.

 

In data  14/9/010 il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità il nuovo regolamento per le autorizzazioni di appostamento fisso di caccia. Regolamento che entrerà in vigore il 1 ottobre.

Il nuovo regolamento si è reso necessario soprattutto al fine di uniformarlo ha quanto già stabilito nel recente  piano faunistico venatorio e a meglio precisare come devono essere e quali obblighi hanno le strutture adibite ad appostamento fisso di caccia.

 

E’ importante sottolineare che col 1°ottobre entrano in vigore anche alcune nuove norme di gestione degli appostamenti:

  • quando l’appostamento di zona umida è in funzione gode di una distanza di rispetto per le altre forme di caccia di m.300, che per la sola caccia in forma vagante scende a m.150 dall’argine esterno del chiaro;
  • all’interno dell’appostamento di zona umida non possono cacciare più di sei cacciatori contemporaneamente;
  • negli appostamenti di zona umida i capanni o tine rimasti a seguito di spostamenti o trasformazioni, devono essere rimossi o comunque resi inutilizzabili;
  • l’area su cui sorge l’appostamento fisso deve garantire libertà d’accesso e di controllo, vietando espressamente la posa di recinzioni, cancelli e similari;
  • La predisposizione dell’impianto deve avvenire entro l’anno del rilascio della prima autorizzazione, pena la decadenza della stessa;
  • Nel caso delle autorizzazioni quinquennali, il titolare deve dimostrare l’avvenuto versamento della tassa di concessione annuale entro il 31 agosto di ogni anno, pena la revoca della stessa autorizzazione.”

 

Il nuovo regolamento per la vigilanza venatoria, renderà più efficace la vigilanza venatoria, con l’intento di reprimere gli atti di bracconaggio, di fare prevenzione e di dare le giuste informazioni ai cacciatori e agli agricoltori in materia ambientale e faunistica.

Saranno oggetto di controllo zone che nelle scorse aperture hanno presentato particolari problematiche, come ad esempio la zona Ponte Rosso a tal riguardo occorre evidenziare che i cacciatori fuori provincia possono esercitare l’attività venatoria nella nostra provincia, solo se in possesso d’uno dei tesserini ATC RA1-RA2-RA3 o permessi speciali rilasciati dagli stessi ATC per la caccia alla sola selvaggina migratoria da appostamento fisso.

"Per una caccia sostenibile, è fondamentale il rispetto delle regole. E' legittimo che ogni categoria sia impegnata a rivendicare maggiori spazi o modifiche alle normative, ma le leggi finché non si cambiano vanno rispettate, perché regolano un corretto esercizio dell’attività venatoria, garantiscono un prelievo equilibrato e quindi una gestione faunistica sostenibile e difendono la stessa attività venatoria nei confronti di coloro che vorrebbero vietarla.

E' importante continuare la collaborazione fra mondo venatorio e mondo agricolo, per la salvaguardia delle produzioni agricole che sono alla base del reddito dell’agricoltore e dell’economia del nostro territorio.

Grazie alla collaborazione degli ATC, dopo un anno dall’approvazione del nuovo piano faunistico, si è raggiunto l’obiettivo medio del 24% di zone per la produzione di fauna (ZRC – rifugi, oasi, parchi) posto dalla Regione. Le zone a disposizione della caccia sono sostanzialmente in equilibrio fra i tre ATC.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Domenica l'apertura generale della caccia

RavennaToday è in caricamento