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Foto Risveglio Duemila

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Il Covid si porta via Don Giorgio, parroco per quasi 30 anni di San Giovanni Evangelista

Da qualche anno don Giorgio era ospite della casa di riposo Betania di Marina Romea, dove è morto (e dove nei giorni scorsi è scoppiato un focolaio di Coronavirus)

Diocesi in lutto per la morte, avvenuta lunedì mattina, di don Giorgio Fornasari, per quasi 30 anni parroco di San Giovanni Evangelista fino al settembre 2018, quando il sacerdote si era ritirato dal servizio pastorale per gravi problemi di salute. Positivo al Covid, non aveva sintomi riconducibili all’infezione, ma tanti altri problemi di salute. Da qualche anno don Giorgio era ospite della casa di riposo Betania di Marina Romea, dove è morto (e dove nei giorni scorsi è scoppiato un focolaio di Coronavirus). Tantissimi i matrimoni che ha celebrato nella sua parrocchia: nei sacramenti e nel dialogo personale, con parrocchiani e non, riusciva parlare di Dio anche ai più lontani. Un prete accanto alla gente: dentro e fuori la sua parrocchia

Originario di Milano dove è nato il 12 ottobre 1938, frequentò il Seminario a Ravenna e fu ordinato sacerdote dall’allora arcivescovo, monsignor Salvatore Baldassarri, il 29 giugno 1963. Fino al 1968 è stato vicario parrocchiale a Sant’Alberto poi collaboratore presso il Centro di Documentazione Religiosa di Bologna e ancora cappellano a San Rocco fino al 1991, quando assunse la guida pastorale di San Giovanni Evangelista. È stato anche presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero dal 1990 al 1995. Nel 2013 aveva celebrato il 50esimo di sacerdozio assieme ai suoi parrocchiani.

L’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni e tutto il presbiterio lo affidano alla misericordia del Signore nella certezza della vita eterna e ringraziano il Signore per il dono del suo ministero. I funerali sono stati fissati per mercoledì 23 dicembre alle 14 nella sua San Giovanni Evangelista.

"I ricordi personali affiorano alla mente: la sua simpatia, il suo sorriso, la sua creatività e la sua schiettezza. Era un prete, come si dice in Romagna, “pane al pane, vino al vino” - lo ricorda il consigliere del Popolo della Famiglia Mirko de Carli - Ha sposato i miei genitori, poco prima della mia nascita, e negli anni del mio impegno civile e politico ha sempre mostrato interesse alle mie iniziative con spirito costruttivo e dialogante: quando avevo bisogno di un “pizzico di sale” in una delle mie attività sociali spesso mi sono rivolto a lui per andare a colpo sicuro. Ci mancherà molto. Come Popolo della Famiglia rivogliamo un abbraccio forte a tutta la comunità cristiana e cattolica cittadina che vive ore di sofferenza e lutto: porteremo con noi la sua voglia di vivere e di sorprendere, amando, il prossimo. Per sempre".

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