Donna uccisa dal marito, l'appello dopo l'ennesimo femminicidio: "Rivolgetevi ai centri antiviolenza"

Le associazioni ravennati impegnate contro la violenza sulle donne e il Comune intervengono sul tragico femminicidio di Glorie di Bagnacavallo, dove la 31enne Elisa Bravi è stata uccisa nella notte

Le associazioni ravennati impegnate contro la violenza sulle donne intervengono sul tragico femminicidio di Glorie di Bagnacavallo, dove la 31enne Elisa Bravi è stata uccisa nella notte. Il marito, che ha confessato, è stato arrestato con l'accusa di omicidio.

"Non risulta che Elisa si fosse rivolta a nessun centro antiviolenza e si parla di “momento difficile della coppia” - spiegano Linea Rosa, Sos Donna, Udi (unione donne italiane), la Casa delle donne di Ravenna e Demetra donne in aiuto - Un altro femminicidio sarebbe stato commesso da un uomo nel territorio della Bassa Romagna, confermando il dato nazionale di una donna uccisa ogni 72 ore. Un crimine che viene alimentato da una sottocultura misogina e violenta che resiste duramente e che pone le donne in una posizione di subalternità rispetto agli uomini, oggetti da controllare e di cui poter disporre e da distruggere se si sottraggono al dominio maschile. I centri antiviolenza sono sempre a fianco delle donne per sostenerle, accoglierle, ospitarle e accompagnarle nei difficili percorsi di uscita dalla violenza e da anni operano per cambiare la sottocultura che è all’origine del femminicidio. Un cambiamento che deve necessariamente coinvolgere gli uomini per contrastare una sottocultura machista e patriarcale che li legittima a negare i diritti, la libertà e la vita alle donne. Per questo l’impegno politico contro il femminicidio deve restare una priorità a livello politico locale e nazionale in sinergia con i centri antiviolenza". Per ricordare Elisa, le associazioni invitano a partecipare al sit in che si svolgerà il 20 dicembre, come ogni venerdì, dalle 17,30 alle 18,00 davanti alla casa circondariale di Port'Aurea (organizzato, tra l'altro, per chiedere il trasferimento di Matteo Cagnoni, condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Giulia Ballestri),

Anche l'amministrazione comunale di Ravenna esprime profondo cordoglio per la morte di Elisa Bravi e la propria vicinanza alle due figlie della vittima dell’ennesimo femminicidio. "Un momento così drammatico deve una volta di più far capire quanto sia importante mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza contro le donne, rilanciando l’appello a tutte coloro che ne sono vittime a rivolgersi ai centri antiviolenza (1522 il numero unico nazionale che si può contattare ventiquattr’ore su ventiquattro) - spiegano dal Comune - Proprio per dare parità di servizi a tutte le donne vittime di violenza della provincia di Ravenna, a discapito del comune di residenza, è in essere un protocollo d’intesa, grazie al quale ogni donna possa sentirsi accolta e protetta in ogni centro antiviolenza, tra il Comune di Ravenna, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, i Comuni di Cervia e Russi, l’Ausl della Romagna e le associazioni Linea Rosa (per Ravenna, Cervia e Russi), Demetra (per la Bassa Romagna) e Sos donna (per l’Unione Faentina) insieme all’associazione Donne in aiuto".

"È stata commessa ancora una volta una forma di violenza causata da una formazione patriarcale che perpetua la sottomissione delle donne fino a distruggerne l'identità attraverso l'asservimento fisico o psicologico, fino alla morte - spiegano dalla Conferenza delle Donne Democratiche della provincia di Ravenna - Vogliamo innanzitutto porgere le nostre condoglianze alla famiglia e alle due bambine che hanno perso la loro mamma. Ancora oggi i numeri dei femminicidi sono inquietanti. Donne uccise da fidanzati, mariti, compagni, ma anche dai padri a seguito del rifiuto di un matrimonio imposto o di scelte di vita non condivise. E sempre il genere femminile della vittima è una causa essenziale, un movente del crimine stesso, nella maggior parte dei casi perpetuato all’interno di legami familiari. In questo contesto il ruolo dei Centri antiviolenza e delle tante associazioni femminili è fondamentale, ma nonostante l'impegno di tante donne e delle nostre istituzioni, dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna alla nostra Regione, questa continua a essere la più grave emergenza in tema di sicurezza. Anche per il nostro territorio".

"Si resta attoniti, sgomenti, di fronte a tanta violenza - aggiunge Anna Maria Bernini di Forza Italia - Ci stringiamo attorno ai familiari della giovane vittima e alle figlie, piccolissime, che non hanno più una madre, invocando per loro piena tutela e sostegno. Tragedie come questa ci dicono, purtroppo, che non è mai abbastanza ciò che si fa a tutela delle donne. Una preghiera". "Il territorio di Ravenna assiste a un’altra morte violenta di una donna per mano di un uomo - commentano dalla Cgil ravennate - In questo momento di profondo dolore, la Cgil di Ravenna desidera esprimere un profondo cordoglio per la morte di Elisa Bravi e la propria vicinanza alle figlie e alla famiglia della donna. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, la Cgil rinnova il suo impegno di sensibilizzazione verso un tema drammaticamente presente nella nostra società. La Cgil è da tempo impegnata contro la violenza di genere e a promuovere, attraverso iniziative ed eventi, l’affermazione di una cultura inclusiva e rispettosa della dignità della persona".

Il sindaco

"Come sindaco e presidente della Provincia di Ravenna esprimo sincero cordoglio per la morte della ravennate Elisa Bravi - aggiunge Michele de Pascale -  un abbraccio alle due figlie della vittima e alla sua famiglia. Tutta la nostra comunità, a partire da quella di Bagnacavallo dove Elisa viveva, è profondamente scossa dall’ennesimo tragico episodio di violenza di genere, un dramma sociale che ci riguarda tutti e contro il quale dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili, legislativi, culturali, di supporto economico e psicologico. Invito tutte le donne vittime di violenza a rivolgersi con fiducia ai nostri centri antiviolenza, dove troveranno protezione e professioniste competenti e pronti all’aiuto e all’ascolto".

Le assessore

"Un drammatico femminicidio ha colpito il nostro territorio in queste ore. Due bimbe perdono la loro mamma. Una famiglia perde una figlia e il dolore si propaga inarrestabile - aggiunge l'assessore Ouidad Bakkali - Ogni 72 ore questo Paese piange una donna uccisa e ogni giorno continuiamo a perdere la battaglia culturale per prevenire questa guerra contro le donne. Questo deve rendere però la lotta quotidiana e instancabile, richiamando tutti e tutte a una presa di coscienza netta su questo fenomeno ormai strutturale".

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"Quando in un paese ogni tre giorni una donna muore ammazzata per mano di un uomo, non si deve parlare di tragedia, ma di strage - aggiunge la collega Valentina Morigi - La tragedia rimanda alla disgrazia, alla fatalità, al destino, e sposta sul singolo fatto di cronaca il senso del fatto delittuoso. Non siamo di fronte al caso o ad un singolo fatto di cronaca: siamo di fronte a un'emergenza culturale legata alla violenza di genere, trasversale alle classi sociali e alle coordinate geografiche. Denunciamo, rivolgiamoci alle forze dell'ordine, rechiamoci ai centri antiviolenza. Sempre".

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