Cronaca

Dopo il suicidio della figlia bulimica crea il movimento 'Non siete soli'

"Posso consegnare questa poesia scritta da Eleonora a tutte le persone che soffrono e, se anche una sola vita sarà salvata grazie a queste parole, avrò reso onore al sacrificio di mia figlia"

"Bulimia, anoressia e disturbi alimentari in genere sono la prima causa di morte in Italia dopo gli incidenti stradali. Colpiscono soprattutto i giovani, i bambini, già dall'età di 8/10 anni. Parlarne, informare, sensibilizzare, è l'unica possibilità per fare in modo che si prenda consapevolezza della gravità di queste patologie e si inizi una campagna di prevenzione e di educazione sui rischi drammatici che possono comportare i disturbi alimentari".

'Non siete soli' nasce dal biglietto d'addio di Eleonora lasciato alla madre prima del suicidio: era gravemente malata di bulimia. La madre ha poi chiesto al cantautore romagnolo - suo compagno - Igor Nogarotto di crearne una canzone, in modo da sensibilizzare sulla tematica dei disturbi alimentari. "Non posso donare gli organi di mia figlia, perché non sono più vitali - spiega la donna - ma posso consegnare questa poesia scritta da Eleonora a tutte le persone che soffrono e, se anche una sola vita sarà salvata grazie a queste parole, avrò reso onore al sacrificio di mia figlia".

Da qui ha preso vita "Eleonora sei normale" che in pochi giorni grazie a centinaia di messaggi di giovani affetti da bulimia ed anoressia (e di genitori con figli con disturbi alimentari) ha superato un milione di visualizzazioni sui social, divenendo manifesto contro la bulimia. Dall'incontro successivo tra Igor Nogarotto e la scrittrice Mariavittoria Strappafelci, autrice del libro "Il digiuno dell'anima: una storia di anoressia" (lei ha vissuto l'anoressia sulla propria pelle per molti anni ed ora ne è uscita) e il maestro Alessandro De Gerardis (speaker radiofonico e musicista) si è creato il movimento 'Non siete soli', che vuole sensibilizzare e accendere i riflettori sui disturbi alimentari, lanciare il messaggio che si può guarire, nonché raccogliere e diffondere testimonianze di chi soffre di queste patologie e creare eventi nelle scuole in cui informare su cause e rischi.

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