Droni e videocamere per combattere l’erosione costiera: l'Unibo lancia il progetto "StiMare"

Nel corso dei prossimi due anni ingegneri costieri e meccanici, geologi, ecologi, geomatici e urbanisti saranno al lavoro allo scopo di realizzare strategie di protezione e gestione degli spazi costieri

Dalla riviera romagnola fino ai litorali pugliesi con droni e videocamere per combattere l’erosione costiera. È il campo d’azione di "Stimare" (Strategie Innovative per il Monitoraggio e l’Analisi del Rischio Erosione), nuovo progetto di ricerca coordinato dall’Università di Bologna, realizzato insieme al Politecnico di Bari e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Stimare prende il via ufficialmente giovedì con un "kick-off meeting" alla Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna, mentre venerdì è in programma uno stakeholders meeting a cui parteciperanno rappresentati delle aziende e delle istituzioni coinvolte.

"L'attività dell'uomo lungo le coste – l'alterazione dei bacini fluviali e del paesaggio, l'estrazione di acqua e idrocarburi dal sottosuolo – finisce inevitabilmente per accelerare i processi di erosione costiera. Allo stesso tempo, i cambiamenti climatici provocano mareggiate sempre più intense e distruttive, l’aumento del livello medio del mare e di conseguenza il progressivo arretramento delle coste - spiegano i ricercatori - Per contrastare questo fenomeno, nel corso dei prossimi due anni ingegneri costieri e meccanici, geologi, ecologi, geomatici e urbanisti saranno al lavoro allo scopo di realizzare strategie di protezione e gestione degli spazi costieri". Un obiettivo ambizioso che i ricercatori contano di raggiungere con attività di monitoraggio innovative di alcuni siti pilota sul litorale adriatico e l’applicazione di modelli di previsione del rischio di erosione.

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L’attività di Stimare si concentrerà su due luoghi simbolo della Riviera romagnola: il porto di Cervia, dove si studieranno fenomeni di movimentazione dei sedimenti, e Riccione, dove saranno monitorate opere di difesa costiera innovative. In Puglia, invece, al centro dell’attenzione dei ricercatori ci sarà il sito di Margherita di Savoia. Il progetto è coordinato dalla professoressa Renata Archetti dell’Università di Bologna. L’Ateneo bolognese partecipa a Stimare con tre dipartimenti: Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei Materiali, Dipartimento di Ingegneria industriale e Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali.

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