Duecento generatori di ozono 'irregolari': sequestro della Guardia di Finanza al porto di Ravenna

I finanzieri del Comando Provinciale di Ravenna ed i funzionari della locale Agenzia delle Dogane hanno intercettato e sottoposto a sequestro, presso il porto di Ravenna, un carico proveniente dalla Cina

I finanzieri del Comando Provinciale di Ravenna ed i funzionari della locale Agenzia delle Dogane hanno intercettato e sottoposto a sequestro, presso il porto di Ravenna, un carico proveniente dalla Cina di 210 generatori di ozono (depuratori ambientali), in quanto privi della necessaria certificazione di conformità degli apparecchi agli standard di sicurezza dell’Unione Europea. Peraltro la documentazione allegata mancava di chiare indicazioni circa l’origine e le caratteristiche tecniche dei prodotti.

Il carico è stato individuato a seguito della consolidata sinergia operativa in essere tra le Fiamme Gialle ravennati e l’Ufficio delle Dogane nell’attività di analisi e selezione delle spedizioni internazionali in uscita dal varco doganale da sottoporre a più stringenti controlli.

In questo caso i prodotti sequestrati sarebbero stati immessi nel mercato locale senza alcuna garanzia circa il rispetto degli standard minimi di sicurezza in ordine all’utilizzo in bassa tensione ed alla compatibilità elettromagnetica del prodotto, così come previsto dalle normative europee di settore. La mancata chiara indicazione del produttore e della successiva filiera di importazione e commercializzazione sull’etichetta e sulla documentazione commerciale, avrebbe poi reso vana anche ogni eventuale azione tesa all’attivazione della garanzia sul corretto funzionamento degli apparecchi.

Pertanto, le Fiamme Gialle ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno sequestrato l’intero carico e contestato al destinatario della merce, una società emiliano romagnola, la violazione delle disposizioni del Codice del Consumo che prevedono una sanzione amministrativa da un minimo di 516 ad un massimo di 25.823 euro.

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Anche l’odierno servizio si colloca nell’ambito delle quotidiane attività di controllo che la Guardia di Finanza e l’Ufficio delle Dogane di Ravenna conducono in ambito portuale per evitare che venga immesso sul mercato materiale potenzialmente pericoloso, a tutela del consumatore finale.

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