Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Faenza

Durante i lavori alle fogne spunta un bastione sotterraneo: straordinaria scoperta a Faenza

Una scoperta che aggiunge elementi importanti sulla storia delle opere di difese medievali di Faenza

Un altro importante ritrovamento archeologico, dopo quello di qualche giorno fa nel cantiere del rigassificatore a Classe. Dopo le alluvioni di maggio 2023, da alcuni mesi, i tecnici di Hera hanno iniziato una serie di verifiche sulla funzionalità della rete fognaria di Faenza. Nel corso dei lavori, al centro della carreggiata, sotto Porta delle Chiavi, tra corso Europa e via Forlivese, ad appena 25 centimetri di profondità, è stata individuata la sommità di una volta in mattoni. Dopo aver praticato un foro al centro della struttura, i tecnici sono riusciti a discendere all'interno, trovando una camera che fa parte di un ambiente sotterraneo con volte semicircolari e semiovali, con caratteristiche architettoniche di grande interesse storico. Le testate dei bracci laterali corrispondono infatti alle fondamenta della Porta delle Chiavi, cosa che suggerirebbe quanto quella costruzione fosse contemporanea alle mura manfrediane, risalenti alla prima metà del XV secolo.

L'analisi preliminare del sito ha rivelato la presenza di antiche feritoie, probabilmente per armi da fuoco, e canne fumarie per far espellere il fumo prodotto, confermando che l'ambiente aveva una funzione difensiva. Si è poi verificato che l'accesso alla camera appena ritrovata avveniva tramite una porta oggi murata e una scaletta in mattoni, rendendola una sorta di bastione sotterraneo che rafforzava le difese della Porta delle Chiavi. In ogni caso una scoperta che aggiunge elementi importanti sulla storia delle opere di difese medievali di Faenza.

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Per garantire un accesso sicuro e agevole alla camera, i tecnici Hera hanno installato una botola metallica sul foro esplorativo praticato nella volta, che consentirà l’accesso a tecnici e agli studiosi che vorranno approfondire la conoscenza di questo sito affascinante. Della scoperta, comunicata al responsabile delle operazioni della multiservizi, Marcello Togni, è poi stato messo al corrente lo storico locale Stefano Saviotti, autore di molte pubblicazioni sulla città, che si è poi unito ai tecnici di Hera per approfondire la cosa.

Vista l’eccezionalità del ritrovamento e l’interesse storico per la città la scoperta sarà al centro di una conferenza scientifica, organizzata dal Rione di Borgo Durbecco, in programma lunedì 17 giugno, alle 18.45, durante le giornate del Palio del Niballo, nella Chiesa della Commenda, che vedrà come relatore Stefano Saviotti: con loro il vicesindaco Andrea Fabbri e Andrea Casadio per Hera.

“Il ritrovamento - spiega il vicesindaco Andrea Fabbri - è una bella sorpresa che ci racconterà qualcosa in più della storia del Borgo e della sua Porta. Ringrazio Hera e il Rione per l’attenzione e la sensibilità dimostrata su questa scoperta”. "Questo ritrovamento - spiega invece Stefano Saviotti -, che ha dell’eccezionale, svela un ambiente ancora in buone condizioni, umido ma non allagato, e conserva quasi del tutto il suo aspetto medievale. Non è escluso che sotto lo strato di macerie e terra possano trovarsi reperti dell'epoca manfrediana o successiva".

"La nostra priorità - dice il responsabile delle operazioni per il Gruppo Hera, Marcello Togni – è ora di assicurare che non vi sia alcuna interazione dell’ambiente con i sistemi della rete fognaria che gestiamo; successivamente, procederemo con gli ulteriori approfondimenti necessari per comprendere appieno l'importanza di questa scoperta".

“Per noi - conclude Riccardo Tini, Priore del Rione Borgo Durbecco - è una scoperta notevole, di grande importanza per far luce sulla storia della città e in particolare del Borgo. Promuovere la conoscenza della storia e la sua valorizzazione è un aspetto molto importante. Siamo contenti di realizzare la conferenza all’interno della settimana del Palio perché crediamo sia una bella opportunità che possa arricchire la manifestazione. La conferenza sarà il punto finale che conclude il ciclo iniziato dal Rione proprio sulla storia locale iniziato con una prima conferenza su un ritratto inedito di Sabba da Castiglione. Ringraziamo tutte le parti coinvolte che hanno reso possibile tale ritrovamento e la sua valorizzazione”.

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