Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

E' dedicato a Emilio Pillarz il calendario 2019 della Cassa di Ravenna

Un nome pressoché sconosciuto ai più ma che ha comunque lasciato in chi lo ha conosciuto e apprezzato una traccia profonda con le sue opere

E’ dedicato a Emilio Pillarz (Verona, 27 novembre 1891 - Ravenna, 6 novembre 1966) il calendario artistico del 2019 promosso dalla Cassa di Ravenna Spa e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. La presentazione di Franco Gàbici delinea un profilo biografico dell’artista che ne esalta caratteristiche uniche e originali, tali da evocare il sottobosco di una città dove un brulicare di personaggi, per loro scelta di vita, non si affaccia mai alla ribalta ma preferisce lavorare nell’ombra. È il caso di Emilio Pillarz, pittore e decoratore, un nome pressoché sconosciuto ai più ma che ha comunque lasciato in chi lo ha conosciuto e apprezzato una traccia profonda con le sue opere.

Originario di Verona, dove era nato il 27 novembre del 1891 da Luciano e Giuseppa Chiarello, Pillarz mostra ben presto spiccate qualità artistiche che lo porteranno addirittura a occupare una cattedra nella famosa Accademia di Francia di Roma, il prestigioso istituto fondato nel 1666 per accogliere giovani artisti e dar loro la possibilità di studiare e di realizzare i loro progetti. E durante il soggiorno romano Pillarz lavora anche a Cinecittà come scenografo, dimostrando ancora una volta la sua versatilità. Trasferitosi a Ravenna nell’agosto del 1925, Pillarz trova lavoro presso la rinomata ditta “Enrico Galassi e Figli”, in via Mariani, che ben presto si accorge di avere assunto alle proprie dipendenze non solo un valente artigiano ma anche e soprattutto un valente pittore. Per la ditta, all’epoca gestita da Ugo Galassi, Pillarz lavora come decoratore dedicandosi anche alla cartellonista pubblicitaria. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come persona schiva e modesta, schiva al punto da non firmare spesso nemmeno i suoi quadri. E in tanti anni di presenza in città si fece conoscere come artista solamente una volta, quando il pittore Guido Onofri gli organizzò una “personale”.

Pochissime le tracce in città della sua opera. Alcuni suoi dipinti si possono però ammirare nella Cappella della Madonna del Sudore nel Duomo di Ravenna. La sua produzione non è mai stata organizzata in un catalogo, non esistono monografie né depliant che illustrino il suo percorso artistico. E per questo motivo il Calendario Artistico 2019 promosso da Cassa Ravenna e Fondazione, che presenta solamente una minima parte della sua produzione, è da considerare un unicum, significativo catalogo di omaggio alla sua arte. Pillarz restò a Ravenna fino alla morte, avvenuta il 6 novembre del 1966.

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