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L'artista Nicola Carrino

L'artista Nicola Carrino

É morto Nicola Carrino, artista dei "blocchi" del Palazzo del Mutilato

A Ravenna, nel 2002, l'artista realizzò due "blocchi" modulari posizionati sulla gradinata davanti al Palazzo del Mutilato, quasi "ad accogliere" la più grande piazza della città, e un blocco modulare sull’ingresso della corte laterale

Pugliese di origine, si è spento a 86 anni nella sua casa-studio di Roma Nicola Carrino, fondatore nel 1960 del Gruppo Uno. A Ravenna, nel 2002, su impulso di Beppe Rossi e su incarico del Gruppo Nettuno e dell’Azienda Morina, Carrino realizzò due “blocchi” modulari posizionati sulla gradinata davanti al Palazzo del Mutilato quasi “ad accogliere” la più grande piazza della città e un blocco modulare sull’ingresso della corte laterale (attuale ingresso del rinnovato Salone dei Mosaici). Spiegò Carrino che “il trattamento molato a zone della superficie degli elementi modulo realizza effetti illuministici di variabilità cromatica in rispondenza del variare della luce naturale e dell’illuminazione notturna".

"Carrino considerava la scultura come l’arte di dimensionare e mutare l’ambiente urbano, tramite moduli sperimentali in ferro e acciaio, assemblati e ricomposti sugli spazi pubblici - spiegano Piero Casavecchia, presidente associazione Tessere del '900, e Ivan Simonini, presidente del comitato scientifico - Condivise i princìpi enunciati nel 1978 da Pietro Consagra a Matera sulla rilettura del rapporto tra spazio e materia. Il Presidente dell’Accademia di San Luca, Gianni Dessì, ha parlato di “grave perdita per la cultura italiana”. Celebre negli anni ’60 la sua serie dei “Costruttivi trasformabili”, sui quali Helga Marsala ebbe a scrivere nel 2015: “Scultura come esperienza processuale, mai compiuta, potente e insieme fragile, nella sua capacità di mutare insieme al paesaggio e all’osservatore; uno scontro caldo tra presenze capaci di sottrarsi e di sommarsi, di collidere e di accordarsi, di essere ed evolversi a un tempo”. Le sue installazioni monumentali in dialogo con i contesti urbani gli guadagnarono già nel 1971 il Premio per la Scultura alla XI Biennale di San Paolo del Brasile e poi nel 2010 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per l’antologica “Al Modo” di Orvieto, inserendolo fra i più affermati e rigorosi scultori italiani contemporanei".

Recentemente è stato Maurizio Bucci, contemporaneamente alla nuova sistemazione del Salone dei Mosaici, a farsi carico della ripulitura dell’opera di Carrino imbrattata di scritte. "L’opera (in lamiera d’acciaio inox AISI 304, di 3 mm. di spessore) venne donata dall’artista alla città di Ravenna a condizione che il Comune ne preservasse l’integrità, ma la nostra Amministrazione Comunale non l’ha mai presa formalmente in carico - spiegano Casavecchia e Simonini - e si auspica che sia l’attuale sindaco a rimediare a questa lunga omissione che alla città non fa molto onore".

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