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Ecatombe di Valle Mandriole, migliaia di uccelli morti. Italia Nostra: "Dimissioni per i responsabili"

E' quanto si legge in una nota di Italia Nostra, sezione di Ravenna, sulla strage di uccelli alla valle della Canna.

"Una vera e propria ecatombe in una delle zone più preziose del patrimonio ambientale italiano, protetta dalle norme europee ed italiane e dalla convenzione di Ramsar. A Valle Mandriole, solo venerdì 4 ottobre, sono stati recuperati 1075 uccelli morti (di cui 35 trampolieri) e 185 ancora vivi. Circa 300 quelli recuperati nei giorni precedenti, di cui una sessantina i superstiti. Di questi 60, 7 quelli sopravvissuti alla strage. Si calcola che i morti complessivi possano essere almeno il triplo, ovveero svariate migliaia, senza contare quelli che avranno contratto l’intossicazione per poi andare a morire altrove, come già segnalato per alcuni siti"

E' quanto si legge in una nota di Italia Nostra, sezione di Ravenna, sulla strage di uccelli alla valle della Canna.

"Bassissima la probabilità di sopravvivenza. Scene agghiaccianti, quelle a cui abbiamo assistito venerdì, con anatidi e limicoli in condizioni gravissime, e decine di sacchi pieni di cadaveri, raccolti dai volontari delle associazioni venatorie. Si parla di volatili in avanzato stato di decomposizione o invasi dalle larve delle mosche. E oggi, sabato, via con una bella immissione massiccia di acqua per coprire il misfatto! Dato che i primi decessi sono stati segnalati settembre e alla riapertura della caccia non è più stato possibile ignorare la situazione, perché non si è provveduto prima ad immettere acqua fresca nella Valle ormai marcescente?"

"Le responsabilità sono gravissime, si parla di reati penali. La Valle è stata lasciata andare in malora, ma non così gravemente, anche nel 2015 e nel 2017. Nessuna manutenzione, nessun provvedimento risolutivo per governare e monitorare il sito e dotarlo degli apporti idrici necessari. Scandaloso il Parco del Delta del Po: un carrozzone mangiasoldi adatto solo a piantare cartelli pubblicitari? Incredibile l’assenza del Comune, con i suoi rappresentati nel comitato di esecutivo (Sindaco di Ravenna e collaboratrice Roncuzzi) ed Assessorato Ambiente totalmente invisibili. Chiediamo inoltre che venga sospesa la stagione venatoria, viste le condizioni di gravissima sofferenza dell'avifauna e del rischio sanitario in atto"

"Italia Nostra valuterà, anche a livello ministeriale ed europeo, tutte le azioni utili ad individuare i responsabili di questa ecatombe e del relativo stato di emergenza sanitaria. Infine, mentre sui giornali si parlava di zona interdetta ai cittadini, le associazioni venatorie ieri chiedevano disperatamente aiuto per il recupero degli uccelli morenti e delle carcasse, ed anche per andare ad alimentare le centinaia di volatili ora ricoverati in gravi condizioni presso il Centro di recupero avifauna di Ravenna, a Ca Ponticelle. Dunque, perché sono state incaricate del recupero e soccorso solo le associazioni venatorie, e tutte le altre dedite alla protezione ambientale e degli animali no? Perché non coinvolgere i ragazzi di Friday for Future, anziché lasciarli manifestare, a questo punto inutilmente, per poi appuntarseli altrettanto inutilmente al petto? Una gestione ordinaria e dell’emergenza a dir poco clamorosa: per questo motivo chiediamo le dimissioni del Sindaco, dell’Assessore all’ambiente, del presidente Fabbri e della direttrice del Parco del Delta del Po Pagliarusco. Qualcuno, poi, dice che il responsabile del’Ufficio Ambiente del Comune di Ravenna andrà a dirigere il Servizio Aree Protette della Regione: visto quanto sta succedendo, speriamo di tratti solo di una bufala."

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