Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Cervia

Ecco il nuovo Parco urbano della Bassona per ristabilire il legame tra uomo e natura

Il progetto prevede nell’area individuata - zona Bassona - la tutela e la valorizzazione del verde oltre a una riqualificazione/rigenerazione soprattutto dopo gli eventi calamitosi del 10 luglio 2019

Un nuovo parco verde alla Bassona dopo il maltempo del luglio 2019. E’ stato presentato mercoledì mattina, all’Adriatic Golf Club di Milano Marittima, il progetto vincitore del Concorso Internazionale di progettazione per il nuovo parco Urbano di Cervia-Milano Marittima, proposto dalla mandataria Alpina SPA di Milano e dai mandanti Daniele Durante StudioBV36, Diverserighestudio S.r.l., agronomi Luca Fontanini, Alessandro Arnoldi, Cristina Martone, ingegner Eleonora Sablone e architetto Mauro Panigo. Oltre all’Amministrazione comunale e ai rappresentanti dello studio vincitore, era presente la commissione giudicatrice, presieduta dall’ingegner Daniele Capitani e composta dagli architetti Sandra Vecchietti, Alfonso Femia, Michelangelo Pugliese e dalla dottoressa Flavia Mazzoni.

“La nuova progettazione del Parco Urbano è un’occasione unica per questa città, per inserirsi in un percorso nuovo di valorizzazione delle aree verdi - commenta il sindaco Massimo Medri - Come Comune stiamo lavorando per rendere questa località sempre più a vocazione green, e il progetto del Parco sarà capofila di questa idea, che vede una città pronta alla conversione ecologica. Un progetto nato da un profondo studio del territorio e volto al rispetto e alla tutela dell’ambiente, oltre che alla valorizzazione del paesaggio, che renderà Cervia appetibile a un pubblico di turisti più vasto e senza stagionalità. Da qui nasce il percorso che vedrà coinvolta la città, fino alla realizzazione dell’intero Parco”.

Che cosa prevede il progetto

Il progetto vincitore è quello che più degli altri ha risposto a quanto richiesto nel disciplinare del Concorso internazionale, che prevede nell’area individuata - zona Bassona - la tutela e la valorizzazione del verde oltre a una riqualificazione/rigenerazione soprattutto dopo gli eventi calamitosi del 10 luglio 2019. L’idea alla base del progetto è quella di ristabilire il legame tra uomo e natura potenziando il rapporto tra parco e città. L’obiettivo è quello di ripristinare il sito educando la comunità alla riscoperta e alla gestione a lungo termine del paesaggio: il parco diviene scuola che insegna la storia ecologica e culturale del luogo e le integra con le esigenze moderne attraverso un piano di rinnovamento adattabile e reattivo. Il progetto fa suoi i principi contenuti nel documento della “strategia europea per i cambiamenti climatici”, realizzando uno sviluppo sostenibile verso un modello di paesaggio che cambia nel tempo. Il nuovo parco sarà un nuovo mosaico paesaggistico di ecosistemi, in cui diversificare la propria esperienza emozionale, conoscitiva, didattica e ricreativa, per migliorare la fruizione partecipata e sviluppare una maggiore comprensione dell'ecologia del sito.

L’area del nuovo parco è stata classificata in diversi “Ambiti progettuali”, ognuno con specifiche caratteristiche naturali e antropiche: l’ambito 1 è costituito dall’infrastruttura ecologica che congiunge i diversi elementi dell’area mimetizzandosi, a diverse quote, in mezzo alla natura; l'ambito 2 include tutto il sistema boschivo delle pinete, nelle quali, oltre a conseguire interventi di fortificazione arborea, si prevedono progetti per attività turistico-ricreative, naturalistiche e didattiche; l'ambito 3 ridefinisce il margine urbano della pineta di Milano Marittima e Cervia; l'ambito 4 e l'ambito 5 riqualificano i viali di via Stazzone e via delle Aie; l'ambito 6 riguarda l'importante ecosistema del canale di Cervia, con il ripristino delle ecologie perdute; l'ambito 7 prevede la rifunzionalizzazione dei bacini d'acqua e dei magazzini comunali limitrofi; l'ambito 8 classifica e qualifica l'area agricola occidentale; l'ambito 9 introduce il paesaggio attrezzato del verde sportivo; l'ambito 10, infine, realizza il "parco della Bassona" intendendolo come un ecosistema di foreste in autogenerazione e foreste umide con stagni e bacini d’acqua permanenti. Il progetto comprende diversi percorsi educativi: il metraggio lineare di tutti i sentieri è aumentato del 64% per offrire maggiori opportunità di scoprire l'ecosistema e la varietà di scenari. Per fare un esempio, la mobilità dolce oggi è caratterizzata da una rete di piste ciclabili frammentata e discontinua: si propone di integrare la rete ciclabile che circonda il parco con quella esistente o pianificata, creando un sistema infrastrutturale interno a più livelli, che connetta i diversi elementi del parco ai principali punti di accesso.

L'architettura e la destinazione dei fabbricati esistenti

L'obiettivo del progetto architettonico consiste nel sottolineare la qualità dell’esistente e per questo per gli interventi sono previste delle regole, un semplice ma efficace codice espressivo, valido per tutte le architetture, una sorta di filo conduttore che preveda l’utilizzo, in caso di ampliamenti e sistemazioni, di strutture leggere e non impattanti. Per ciò che concerne le sistemazioni esterne degli edifici, per esempio, è stato codificato l’uso di strutture temporanee, costruite in legno, adatte alla seduta, al ristoro e al lavoro all’aria aperta dei fruitori. Per quanto riguarda gli edifici, per il rudere in via delle Aie, consolidato e ampliato secondo le specifiche regole architettoniche, si propone di destinarlo alla ristorazione, in collaborazione con il vicino Woodpecker (le due realtà possono offrire spazi dedicati all’arte, al cibo, ma anche luoghi in cui svolgere il lavoro a distanza).

Come destinazione dei fabbricati del comparto della Bassona si propone un hub scientifico-agronomico con ruolo di aggregazione e centro civico. Rappresentano il cuore della proposta, una metaforica agorà di tutto il sistema, e ospitano serre didattiche, laboratori di ricerca, spazi dedicati alla ricettività, allo slow food e un fabbricato per il ricovero dei macchinari agricoli. La casa in via Stazzone diviene sede del “custode 3.0”, un sistema evoluto di monitoraggio del parco. L’area circostante viene allagata, conferendole un aspetto romantico ed estremamente evocativo. Il Centro congressi diventa museo della civiltà contadina ed espone attrezzi e oggetti del lavoro agricolo. Nell’attuale volume di accesso sono dislocati laboratori didattici, caffetteria, bookshop, biglietteria e aule multimediali, mentre il vano principale ospita uno spazio dedicato all’esposizione e uno alla collezione. Nell’ex-magazzino comunale vengono proposte una piscina con due vasche corte e un ristorante panoramico. L’ex vivaio comunale dovrebbe diventare l'Info Center del Parco.

Aspetti botanici e agronomici

Potenziamento della complessità ecologica e attenzione alle tematiche legate ai cambiamenti climatici: questi gli obiettivi del progetto, che intende moltiplicare i livelli di biodiversità, potenziare gli habitat per incrementare la gamma di servizi eco-sistemici come l’assorbimento del carbonio, valorizzare il paesaggio e l’offerta ecologica per la fauna acquatica e terricola e, non da ultimo, contrastare gli effetti locali dei cambiamenti climatici in corso. Si interverrà su terreni a vocazione agricola, attualmente privi di copertura forestale, costituendo delle macchie di pineta strutturata e stabile. Si provvederà al recupero e al potenziamento della vegetazione delle dune e al mantenimento di parte di queste aree, che costituiscono habitat molto importanti. Inoltre verranno notevolmente implementate le aree umide, parte fondamentale per mantenere e potenziare la biodiversità. L’idea è quella di proporre un concetto di bosco multifunzionale: a vocazione produttiva (legno, asparagi, pinoli, funghi), idrogeologica (copertura arborea continua e stratificata), naturalistica (alto contenuto di biodiversità), ricreativa e paesaggistica.

Tempi e investimenti

Il progetto propone interventi da realizzare nell’immediato, ma anche un’ampia visione nel futuro, con la continua espansione del verde e il costante miglioramento della fruibilità. L’investimento previsto per la realizzazione del nuovo parco è di circa 10 milioni di euro.

Le azioni per informare la comunità

Nel corso delle prossime settimane l’Amministrazione metterà in campo una serie di azioni per presentare il progetto a cittadini e turisti e per farlo conoscere nei suoi dettagli. Tra qualche giorno, nei totem del Comune istallati in viale Gramsci a Milano marittima e in viale Roma a Cervia, sarà possibile visionare tutti i progetti che hanno partecipato al concorso e un video del progetto vincitore. A seguire, altre azioni di coinvolgimento della comunità.

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