Elezioni: colori, slogan e manifesti. Ecco come i candidati si "differenziano"

Se si considerasse solo lo stile delle affissioni, a quali gusti potrebbero andare incontro i manifesti sulle strade ravennati? Ecco l'analisi della loro comunicazione

“Ma questi chi sono…?”. Uno sguardo spaesato e una domanda proferita a bassa voce, perché non si vuole passare per ignoranti e disinformati. Ma la reazione più diffusa davanti ai tanti manifesti elettorali che nelle ultime settimane sono comparsi negli spazi per le affissioni ravennati è all’incirca questa, con pochissime varianti.

Perché? Perché i ravennati non erano abituati a vedere così tante liste civiche. Nelle precedenti consultazioni elettorali la lista civica era quasi sempre una, quella di Alvaro Ancisi e della sua Lista per Ravenna, che raccoglieva soprattutto i voti di area cristiano-democratica. Nel 2016 le liste civiche sono proliferate soprattutto a sinistra e soprattutto a sostegno della candidatura di Michele De Pascale (PD), considerata già vincente. 

Ma se si considerasse solo lo stile delle affissioni, a quali gusti potrebbero andare incontro i manifesti che si incontrano sulle strade ravennati?  Il mezzo busto di Michele De Pascale, candidato di Pd-Pri, girato di tre quarti con lo sguardo verso “il sol dell’avvenir”, campeggia su manifesti di ogni dimensione. Il simbolo del Partito Democratico nella versione "breve" sparisce, ma lo sfondo è di un rosso come non se ne vedevano da tempo. Gli slogan sono quelli dell’era Twitter di Renzi: pochi concetti, stringati, con l’accento sulla parola "energia", declinata in tutti i modi immaginabili.

Ha puntato sul color ocra, invece, il candidato di Lista per Ravenna, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia Massimiliano Alberghini. Un colore equidistante sia dall’oro dei mosaici ravennati, che forse vorrebbe ricordare, sia dall’oro delle spiagge. Sembra che l’impegno sia stato profuso soprattutto a non rendere graficamente evidente l’area politica di riferimento: non c’è traccia alcuna, infatti, del verde leghista. Della Lega sono ben presenti, però, i tormentoni "sicurezza e tolleranza zero", anche questi gridati come in un tweet. 

Sono un trionfo di colori da far invidia a qualunque appassionato di Pantone, invece, i manifesti elettorali di Raffaella Sutter, candidata di Ravenna In Comune. L’area di riferimento è la sinistra, per cui non può mancare il rosso, che però è affiancato dal blu, dal verde, dal giallo, dall’arancione, dal bianco ecc… Immancabili i mosaici, ma riproposti in chiave “libro da colorare per bambini”: messe da parte le riproduzioni fotografiche, le colombe e il cielo stellato del Mausoleo di Galla Placidia sono state disegnate con tratto elementare. Anche la candidata è stata trasformata in un fumetto. Un piacevole stacco lisergico tra i manifesti fotocopia di De Pascale e Alberghini.

Tornando in area di centrodestra, l’imprenditore Maurizio Bucci, candidato della lista civica La Pigna, punta sull’eleganza classica. Sullo sfondo di un cielo e di un mare azzurrissimi, Bucci compare sorridente, con un vestito blu dal taglio classico. Blu il simbolo della lista, su cui campeggia una pigna dall’immancabile color oro/ocra. Un’impostazione grafica accompagnata dal motto “A ‘sto giro voto Pigna”. Per chi non ama la propaganda appariscente.

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Promette cambiamento, ma punta sulla sobrietà del simbolo anche Michela Guerra, che dopo la bocciatura del Movimento 5 Stelle si propone come candidata della lista civica Cambierà. Sfondo bianco con sprazzi di rosso e scritte nere e gialle. Abbinamenti per chi ha voglia di osare, ma anche per chi preferisce rimanere sul sicuro. Si è ritirato dalla corsa, ma merita una menzione d’onore per la quantità di affissioni Gian Battista Neri, il Carneade delle amministrative ravennati. Il suo volto campeggiava su uno sfondo azzurro insieme al motto “Fiducia al nuovo”. 

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