Romagna Faentina, pronti i fucili contro le nutrie: "E' una situazione d'emergenza"

Sono previste due modalità operative: l'abbattimento diretto con arma da fuoco e la cattura tramite gabbie-trappola, mentre è assolutamente vietato l'uso di veleni e rodenticidi

Un'azione di contrasto al proliferare delle nutrie, sulla scia di provvedimenti simili già adottati in altri territori. E' questo, in sintesi, l'obiettivo di un'ordinanza firmata in questi giorni dai sindaci, con la quale anche i Comuni dell'Unione della Romagna faentina intendono affrontare l'emergenza nutrie. Appartenente alla specie dei roditori e originaria del Sud America, la nutria, importata in Italia per la produzione di pellicce, si è ormai diffusa a dismisura provocando danni alle produzioni agricole e ad infrastrutture quali argini e canali, aggravando l'instabilità idrogeologica del territorio.

Decisivo in tal senso è stato il Decreto Legge numero 91/2014 del Governo nazionale convertito in legge l'agosto scorso, che da una parte ha trasferito la competenza della gestione delle nutrie da Regione e Provincia direttamente ai Comuni, e dall'altra ha riclassificato la nutria quale specie nociva al pari di topi e altri roditori, escludendola dalla fauna selvatica e dalle tutele ad essa riservata. L'ordinanza adottata dai Comuni di Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo, frutto di un confronto coordinato dalla Provincia di Ravenna che ha visto la partecipazione anche della organizzazioni agricole, si è resa improrogabile a seguito dei cedimenti degli argini dei corsi d'acqua durante le recenti alluvioni nei territori emiliani e lombardi, e verificata quanto sia effettiva e grave una simile minaccia anche per il territorio faentino. Simili ordinanze sono in via di adozione in tutti i Comuni della Provincia.

Secondo uno schema di massima messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna, che ha ottenuto il parere favorevole dell’Ispra (l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale), l'azione di contenimento delle nutrie da parte dei Comuni faentini vedrà coinvolti una serie di soggetti: i coadiutori (ovvero i cacciatori espressamente autorizzati), il personale della protezione civile, i dipendenti degli Enti gestori del territorio, i cacciatori in genere, nel rispetto del calendario venatorio, e gli stessi agricoltori regolarmente muniti di porto d’armi, limitatamente al proprio fondo agricolo. Sono previste due modalità operative: l'abbattimento diretto con arma da fuoco e la cattura tramite gabbie-trappola, mentre è assolutamente vietato l'uso di veleni e rodenticidi. La nuova classificazione delle nutrie non più compresa nell’elenco della fauna selvatica, comporta infine l’interruzione dei risarcimenti che fino ad oggi la Regione ha riconosciuto alle aziende agricole per i danni alle colture provocati da questa specie.

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