Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Emergenza profughi, ecco come il Comune gestirà l'accoglienza

È stato, poi, precisato ancora una volta che non corrisponde al vero l’affermazione secondo cui a ogni cittadino straniero vengono consegnati 35 euro al giorno

Nella seduta di martedì il consiglio comunale ha approvato le linee di indirizzo per l’affidamento del servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e per la gestione dei servizi connessi. Hanno votato a favore 22 consiglieri (gruppi di maggioranza, CambieRà e Ravenna in Comune), mentre 3 sono stati i contrari (Lega nord e gruppo Alberghini).

È stato inoltre approvato un ordine del giorno collegato alla delibera “Per un modello di accoglienza diffuso e responsabile dei territori analogo allo Sprar” (allegato) con 24 voti favorevoli (gruppi di maggioranza, CambieRà e Ravenna in Comune) e 3 contrari (Lega nord e gruppo Alberghini), presentato dai consiglieri Lina Taddei (Pd), Gianluca Rambelli (Sinistra per Ravenna), Daniele Perini (Ama Ravenna), Chiara Francesconi (Pri) e illustrato dalla consigliera Taddei.

La delibera è stata illustrata dall’assessora a Immigrazione e Bilancio Valentina Morigi.

Il Comune – è stato spiegato – gestirà direttamente l’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, in virtù di una convenzione con la Prefettura che, a fronte dell’accoglienza di 350 persone (numero determinato sulla base degli indici di ripartizione territoriale legati al numero di residenti) rimborserà con fondi ministeriali la spesa di 5,5 milioni di euro.

Il Comune di Ravenna è l’unico tra quelli dell’intera provincia che ancora non gestisce direttamente la prima accoglienza. La delibera approvata definisce le linee di indirizzo per l’affidamento di tali servizi di prima accoglienza, tramite procedure ad evidenza pubblica, che garantiscano nella valutazione la prevalenza degli elementi qualitativi rispetto a quelli economici, per individuare i soggetti che se ne occuperanno materialmente. L’affidamento sarà triennale a partire dal 2017.

Tra i servizi che saranno affidati sono stati sottolineati l’insegnamento della lingua italiana; la mediazione linguistica e culturale; l’orientamento e l’accesso ai servizi del territorio; l’accesso alla formazione e riqualificazione professionale; l’orientamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale; la tutela legale e psico socio sanitaria.

È stato, poi, precisato ancora una volta che non corrisponde affatto al vero l’affermazione secondo cui a ogni cittadino straniero richiedente protezione internazionale vengono consegnati 35 euro al giorno. Le linee di indirizzo approvate prevedono l’erogazione di un “pocket money” nella misura di 2,5 euro procapite al giorno fino a un massimo di 7,5 euro per ogni nucleo familiare e di una ricarica telefonica da 15 euro una volta sola, all’ingresso in struttura.

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