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Cronaca

In regione 544 siti publici con amianto, ma in realtà sono molti di più

Sono rimasti 544 edifici, calano lentamente, circa un centinaio all'anno. Ma il censimento non è attendibile: che alla sollecitazione della Regione rispose solo il 30% degli interpellati

Ci sono scuole, ospedali, palestre, teatri. Sono ancora 544 gli edifici pubblici censiti da bonificare. I dati ARPA, diffusi poche settimane fa, dicono che la curva di mortalità è destinata a durare a lungo, forse oltre l’atteso. Ma il vero dato è che solo un terzo degli interpellati ha risposto e quindi gli edifici contaminati sono molti di più.

 

“E solo qualche settimana fa, in aula, il PD, da solo e con un’aula abbandonata da 20 consiglieri su 50, ha avuto l’ardire di bocciare le nostre quattro risoluzioni contro l’amianto e anche quelle di Idv e Sel – accusa il capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, Andrea Defranceschi – dimostrando un assoluto disinteresse per la salute pubblica. A cosa serve esprimere cordoglio per le vittime dell’amianto? Qui si tratta di evitare nuovi morti, non di piangere quelli che già hanno subito il pericolo di questa fibra. Adesso scopriamo i numeri aggiornati a fine marzo della nuova mappatura regionale. Sono rimasti 544 edifici. Bene, calano lentamente, circa un centinaio all’anno. Di questo passo avremmo la nostra inutile statistica “pulita” nel 2017, grossomodo. E poi? E poi si tratterà di fare un VERO CENSIMENTO, non questa carta straccia. Ricordiamo che alla sollecitazione della Regione rispose solo il 30% degli interpellati”.

 

La provincia di Modena ha ancora 103 edifici a rischio, segue Reggio Emilia con 85 (ma il capoluogo è di gran lunga il più “asbestoso” con 42 edifici da bonificare), poi Bologna con 62, Ferrara con 60, Parma con 57, Piacenza con 55, Forlì-Cesena con 50, Ravenna con 48 e Rimini, in coda, con 24”

 

E ancora il M5S: “Come si può vedere ci sono ancora troppi edifici sensibili. Scuole, ad esempio. Edifici scolastici, palestre connesse ed asili, ancora con amianto sono 27 nel reggiano, 26 nel modenese, 13 nel ravennate, 11 a Parma e 11 a Ferrara, 9 a Piacenza, 8 a Rimini, 6 nel forlivese e cesenate e 4 a Bologna. Sono solo esempi. La verità è che i nostri amministratori gonfieranno il petto per questi numeri in calo, dimenticando la superficialità del sondaggio e il fatto che non c’è una soglia minima di pericolosità dell’amianto. Anche solo una fibra, dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, può essere letale. Dunque, non saremo contenti fino a che non sarà fatto sparire del tutto. Fra l’altro” – conclude il Capogruppo – “visto che si spende sempre tanto per grandi opere inutili, preferiremmo che quei fondi venissero investiti in smaltimento dell’amianto: è un’attività costosa, ma utile, che muoverebbe anche un po’ l’economia.”

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