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Ora è ufficiale, torna il "lockdown soft": Emilia Romagna in zona arancione

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia firmerà venerdì una nuova ordinanza

L'Emilia-Romagna da domenica torna in zona arancione. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia firmerà venerdì una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 21 febbraio. Passano in area arancione le regioni Emilia Romagna, Campania e Molise. "È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine", evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. La Regione ha precisato che il nuovo Rt regionale, l'indice di trasmissibilita' del virus, e' salito a 1.06, "superiore alla soglia limite di 1". 

Dalle 5 alle 18 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande senza restrizioni, mentre dalle 18 alle 22, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice Ateco 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice Ateco 47.25). Negozi, parrucchieri e centri estetici saranno regolarmente aperti. Nei centri commerciali, i negozi sono aperti dal lunedì al venerdì, mentre il sabato, la domenica e nei festivi restano aperti al loro interno solo supermercati, farmacie, parafarmacie e tabacchi. Tornano a chiudere le porte al pubblico i musei. Per quanto riguarda le biblioteche, i relativi servizi sono offerti su prenotazione, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica.

E' consentito muoversi senza autodichiarazione all'interno del proprio Comune, ma non è permesso spostarsi fuori da esso senza un comprovato motivo. Si può uscire con autodichiarazione dal proprio comune per lavoro, urgenza, salute, seconde case. Per quanto riguarda le visite a parenti o amici, ci si può spostare solo all'interno del proprio Comune, ma solo una sola volta al giorno, dalle 5 alle 22 e al massimo in due persone (non rientrano nel calcolo i minori di 14 anni e i disabili). 

A chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia. Restano chiuse palestre e piscine. Nessuna restrizioni per cerimonie religiose e funerali, ai quali si può partecipare nel rispetto delle norme sul distanziamento e l'utilizzo delle mascherine.

La critica di Confcommercio

"Sin dall’inizio della pandemia, il criterio legato alla definizione di restrizioni, sia di spostamenti che per le attività economiche, è stato sempre ancorato principalmente alla pressione ospedaliera legata ai reparti covid e di terapia intensiva. Per questa motivazione, fra la prima e la seconda ondata, si sono fatti investimenti importanti, e in particolare nella Regione Emilia-Romagna, per aumentare la capacità ricettiva e di servizio per i malati di covid - spiegano da Confcommercio Ravenna - Nei successivi dpcm sono stati individuati come parametri fondamentali di soglia d’allarme: il 30% di occupazione per le terapie intensive e il 40% di occupazione per i posti covid ospedalieri. Partendo da questi presupposti, si è anche definito che le scelte legate alle restrizioni tra i diversi livelli di colore dipendevano dall’impatto che l’apertura o la chiusura di certe attività economiche avevano sugli andamenti epidemiologici e dei ricoveri. E’ cosa risaputa l’estrema complessità di analisi dei 21 parametri che vanno a determinare le scelte di inserire le varie Regioni in una zona di un colore piuttosto che di un altro. E’ anche noto che la sostanziale differenza fra la zona gialla e la zona arancione è data dall’impossibilità di muoversi fra Comuni e dalla chiusura imposta ai pubblici esercizi. Ebbene: in data lunedì 1 febbraio 2021, per l’Emilia-Romagna primo giorno di passaggio in zona gialla dopo un periodo in zona arancione, i dati ufficiali davano - 207 posti in terapia intensiva su 757 (pari al 27%), 2181 posti occupati in reparti covid su 6126 (pari al 36%). A quasi tre settimane di zona gialla e di apertura dei pubblici esercizi, i dati al 18 febbraio 2021 sono i seguenti: 181 posti in terapia intensiva su 757 (pari al 24%), 1890 posti occupati in reparti covid su 6126 (pari al 31%). Dopo quasi tre settimane di riapertura dei pubblici esercizi, sono sensibilmente calati sia i posti occupati in terapia intensiva, sia quelli in reparti Covid. Ci spiegate perché dovremmo andare in zona arancione?".

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