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Coronavirus, nuove regole: Emilia-Romagna in zona 'arancione'

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà venerdì sera una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica con l'aggiornamento delle regioni nelle tre fasce di rischio Covid

L'Emilia-Romagna passerà in fascia "arancione" da domenica. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato venerdì sera una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica con l'aggiornamento delle regioni nelle tre fasce di rischio Covid. Passano in area rossa Campania e Toscana, in area arancione Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche. Lo affermano fonti del ministero della Salute.

L'Emilia-Romagna diventa quindi zona arancione, nonostante l'ordinanza varata solo giovedì dal presidente Stefano Bonaccini insieme a Veneto e Friuli Venezia-Giulia. Spiega l'assessore regionale alla salute Raffaele Donini: "Zona arancione significa che, oltre alle misure che sono state condivise e adottate giovedì dal presidente Bonaccini, scatteranno altre misure di restrizione rese necessarie perchè l'andamento epidemiologico ha portato tante persone a essere ricoverate in ospedale nei reparti Covid. Da domenica entreremo quindi in zona arancione".

"Per noi significa due disposizioni in più rispetto a quelle che entrano in vigore sabato tramite l'ordinanza regionale - spiega Donini - La zona arancione comporta la chiusura di bar e ristoranti per 7 giorni su 7, poi sono vietati gli spostamenti tra regioni e comuni, consentiti solo per motivi di lavoro, studio, salute o estrema necessità. Queste misure dureranno almeno due settimane, speriamo che poi la pressione sugli ospedali si alleggerisca in modo da non aggravare ulteriormente la nostra condizione e magari migliorarla. Oggi non stiamo bloccando tutto: molte attività produttive sono operative, settori della pubblica amministrazione... Non stiamo chiudendo in casa nessuno e in ospedale ci stiamo occupando anche delle altre malattie. La responsabilità in capo a tutti i cittadini quindi è quella di limitare il rischio, e la mascherina è sicuramente il baluardo. La situazione epidemiologica è seria, voglio però dire una cosa: oltre ai ristori previsti dal governo per le categorie più colpite da questi provvedimenti, che vanno tutelate, metteremo a disposizione anche nei prossimi giorni una proposta per finanziamenti e risorse regionali".

Donini lancia poi un appello ai giovani: "Ci sono 1764 scuole in Emilia Romagna con almeno un caso di Covid, con 3776 casi (+742 rispetto alla settimana scorsa), il 73% degli studenti contagiati sono dalle scuole medie in su. Non sto dicendo assolutamente che si siano contagiati a scuola, anzi: abbiamo osservato pochi focolai a scuola, anche perchè c'è l'obbligo della mascherina anche al banco. Raccomandiamo quindi un comportamento responsabile dei giovani, perchè è vero che gli alunni si contagiano come gli altri, è vero che hanno ripercussioni cliniche diverse, ma è vero anche che possono trasmettere il virus in famiglia".

Resta valida l’ordinanza regionale adottata dal presidente Bonaccini, d’intesa col ministro Speranza, che entra in vigore sabato. Contiene misure che puntano ad evitare soprattutto assembramenti e situazioni a rischio contagio. Rispetto a quelle previste dall’ingresso in zona arancione, prevarranno le misure maggiormente restrittive.

Sulla base dell’ordinanza regionale, quindi, da sabato bisognerà rispettare anche regole non previste in zona arancione, a partire dal fatto che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, sempre fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari.

Lo stesso avverrà con le seguenti misure: uso obbligatorio della mascherina sempre, non appena fuori di casa; attività sportiva e motoria preferibilmente in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, mentre non sarà possibile nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate; l’ingresso di un solo componente per nucleo familiare negli esercizi di vendita di generi alimentari; lo stop ai mercati comunali in assenza di regole precise di sicurezza fissate dai Comuni; la sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Spostamenti e autocertificazione

Nella zona arancione è possibile spostarsi solamente nel proprio comune dalle 5 alle 22, senza dover motivare lo spostamento. Vengono vietati i movimenti verso altri comuni e altre regioni, tranne nei casi di esigenze lavorative, di salute o di necessità. Si può uscire dal proprio comune se non ci sono alcuni servizi essenziali. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, tranne le solite eccezioni lavorative o date da necessità e salute. È consentito il rientro al proprio domicilio. Gli spostamenti non devono essere giustificati durante la giornata se ci si muove nel proprio comune, ma per uscire dal comune e dalle 22 alle 5 è necessario motivare gli spostamenti attraverso l’autocerificazione. Infine, viene raccomandato di evitare ogni spostamento non necessario.

Chiusura di bar e ristoranti

Nell’area arancione sono chiusi bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie. È consentito solo l’asporto, fino alle 22. Non si può consumare, in caso di asporto, nelle vicinanze dei locali. La consegna a domicilio rimane consentita a qualsiasi orario. Restano aperti solamente i servizi di ristorazione nelle aree di servizio delle autostrade, in aeroporto e in ospedale.

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