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Entro un mese il progetto per la nuova piscina: quella attuale sarà demolita

Il nuovo impianto sorgerà a fianco di quello attuale, che successivamente sarà demolito per evitare interruzioni nell'attività, come invece nel primo progetto

Verrà presentato entro un mese il progetto per la nuova piscina comunale di Ravenna. L'annuncio lo fa l'assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani martedì pomeriggio, durante una seduta di consiglio comunale quasi interamente dedicata al tema, tra richiesta di convocazione straordinaria, question time, mozioni e ordini del giorno.

All'amministrazione sono stati presentati "diversi progetti che vengono valutati attentamente" e appunto nel giro di un mese verrà presentato per la discussione quello ritenuto di pubblica utilità, che andrà a bando, conferma Fagnani. La chiusura degli ultimi giorni, aggiunge, è dovuta a una rottura dell'impianto dell'acqua, lunedì l'intervento è stato completato e la piscina ha riaperto, il tutto in condivisione con le società sportive, ai 600 atleti nazionali e internazionali autorizzati. Il nuovo impianto sorgerà a fianco di quello attuale, che successivamente sarà demolito per evitare interruzioni nell'attività, come invece nel primo progetto.

Dopo tre anni "siamo al punto zero", sentenzia Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, critico sia per la gestione passata e attuale dell'impianto - "ci hanno restituito un catorcio" - sia per la mancanza di trasparenza sul progetto per il nuovo impianto. Da determina dirigenziale, svela, "ci sono tre mesi per approvarlo e voi vi prendete un altro mese".

"Dov'è la trasparenza?", sbuffa Veronica Verlicchi della Pigna, lamentando tra l'altro la fatica nelle procedure di accesso agli atti. Il primo progetto della società Arco lavori, ricostruisce, è stato bloccato dall'opposizione, dalla contrarietà delle società sportive e dalla non omologazione della Federazione nazionale. Eppure nulla è stato chiarito sulla valutazione positiva degli uffici, prosegue la consigliera civica, e l'amministrazione ha chiesto alla società di adeguare il progetto, "cosa non possibile". Non solo. A febbraio è stato presentato un secondo project financing di cui non si conosce l'esito e chi è chiamato a valutare è lo stesso che lo ha fatto con il primo. Senza dimenticare che l'attuale società che gestisce la piscina al 51% è controllata da Arco Lavori. "Che c'è che non si può sapere?" di questo affaire, conclude.

Sulla stessa lunghezza d'onda Emanuele Panizza del Gruppo misto, che presenta una mozione e quattro ordini del giorno, tutti respinti, per chiedere tra l'altro un secondo impianto natatorio, l'accesso a una quarantina di disabili e di mettere a bando assistenza, bar e pulizia. Marco Frati del Partito democratico rimarca che l'opposizione è alla ricerca di un primato negli esposti, così "si sposta l'attenzione da ciò che è importante. L'amministrazione - aggiunge - ha cercato di fare trasparire la massima imparzialità nel percorso amministrativo. Non c'è nessuna preferenza".

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