Annullata la presentazione in Classense, lo scrittore Baldini: "Il libro no e GiovinBacco si?"

Anche nella stessa biblioteca Classense in cui si doveva svolgere la presentazione, a partire da venerdì ha luogo l’iniziativa “GiovinBacco”, con degustazioni di vini e gente a tavola

Tra i vari eventi che il Comune di Ravenna ha deciso di sospendere dopo l'entrata in vigore dell'ultimo decreto del 18 ottobre c'è anche la presentazione del libro “Dante in Romagna” di Eraldo Baldini, che avrebbe dovuto svolgersi venerdì sera in biblioteca Classense. Lo scrittore di Russi non sembra aver preso bene la decisione del Comune, almeno per le tempistiche con le quali è stata comunicata.

"La presentazione sarebbe avvenuta con posti limitati e distanziati e solo su prenotazione" ma, precisa Baldini, "trovo (quella del Comune, ndr) una decisione giusta. Del resto io, da quando le presentazioni si fanno al chiuso, le ho disertate tutte. Per cui nulla da dire sulla decisione che, ripeto, approvo. Su un paio di cose però mi sento di fare qualche osservazione. La prima è che ci si poteva pensare un po’ prima: non è che la situazione di oggi, a Ravenna, sia diversa da quella di qualche giorno fa. Annullare un evento il giorno stesso in cui si deve svolgere, quando sono state fatte le prenotazioni, le pubblicità (comprese quelle a pagamento su alcuni canali, organizzate dall’editore e dagli autori), ha il sapore di un balbettio".

La seconda è che, anche nella stessa biblioteca Classense in cui si doveva svolgere la presentazione, a partire da venerdì ha luogo l’iniziativa “GiovinBacco”, con degustazioni di vini e gente a tavola. "Certo, anche questa con gli accorgimenti del caso, posti limitati, prenotazione, ecc - precisa Baldini - GiovinBacco mi piace molto, è evento lodevole, ma se le condizioni del rischio in città sono tali da consentirlo (cosa che io non credo), in una sala della stessa biblioteca si sarebbe potuta fare anche la presentazione, perché il lavoro di autori, editori e operatori della cultura in genere dovrebbe avere pari dignità con quello degli altri settori. Presentazione alla quale, ripeto, non avrei preso parte (per età e patologie croniche sono tra l'altro un soggetto molto a richio) perché secondo me in questo momento, se gli eventi costituiscono un pericolo (e io credo che lo costituiscano), al chiuso non se ne dovrebbe fare nessuno, a prescindere dal budget che muovono".

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