Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Eraldo Baldini torna in libreria con un volume dedicato a streghe e magie della Romagna

Insieme a Simona Camporesi, coautrice del libro, Baldini ci guida in un viaggio affascinante fra passato e folklore prendendo in esame i processi per stregoneria, i miti e le superstizioni legate ai malefici

Il mondo della magia è ricco di fascino e mistero. Un universo che si divide fra storia e mito e che attraversa con radici profonde anche il territorio romagnolo. Dopo aver tagliato il traguardo dei 35 anni di carriera, Eraldo Baldini torna dunque in libreria, insieme a Simona Camporesi con un nuovo volume, intitolato "Streghe, malefici e magia popolare in Romagna" (edito da Il Ponte Vecchio). Una ricerca tra storia e folklore per far luce sulle "tracce" magiche del nostro passato.

Pochi fenomeni culturali sono stati diffusi in ogni epoca e ad ogni latitudine come quelli della magia e della stregoneria. E nessun fatto storico è forse enigmatico come quello relativo alle complesse motivazioni e dinamiche della "caccia alle streghe" che per almeno un paio di secoli interessò in modo drammatico l’Europa e non solo. Ma chi erano davvero i sospettati di stregoneria, e come si arrivò alla persecuzione che causò centinaia di migliaia di vittime? Chi erano le streghe e gli stregoni per la cultura dotta e per quella popolare? 

A livello mitico, a volte venivano identificate come "streghe" le anime dei morti che la religiosità precristiana credeva potessero irrompere nella dimensione terrena in certe occasioni. A livello storico e concreto, con tale nome venivano indicate quelle persone che, con l’ausilio di formule, pozioni, rituali magici e aiutate (secondo quanto si sosteneva) dal Diavolo, potevano maleficiare uomini e animali, scatenare tempeste, distruggere raccolti. Streghe erano chiamate anche quelle figure da incubo, mutuate dalla mitologia antica, che si pensava volassero nella notte e insidiassero i bambini nelle culle. 

Come strega o stregone veniva poi bollato dalla cultura egemone chi svolgeva pratiche collocabili tra magia e medicina pauperum assolvendo al compito di fattucchiera, erborista, mammana, “mago”, guaritore impegnato a fare e disfare incantesimi o malie e ad affrontare le malattie e le angosce dell’epoca con gesti, rituali e rimedi propri di un arcaico sapere tramandato da secoli.

Simona Camporesi ed Eraldo Baldini ci guidano con questo volume in un viaggio affascinante che, analizzando sia il contesto storico sia quello folklorico, prendendo in esame i verbali dei processi e gli assunti della tradizione e della superstizione, ci porta a conoscere tale complessa realtà relativamente alla Romagna e non solo, esaminando anche i "malefìci" più temuti in passato (dal "malocchio" al sortilegio dell’"aghetto", dall’anma caduda – anima caduta - alla pédga tajêda - orma tagliata - e altri) e le contromisure ritenute in grado di neutralizzarli.

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