Dopo 9 anni in via Diaz la negoziante non si piega: "I problemi ci sono, ma bisogna essere propositivi"

Di fronte alla crisi del commercio ha deciso di non piegarsi, ma di resistere a testa alta e di "combattere" per la sua via

Di fronte alla crisi del commercio ha deciso di non piegarsi, ma di resistere a testa alta e di "combattere" per la sua via. Alice Branzanti da nove anni è la titolare dell'erboristeria 'Le Radici' di via Diaz, ultimamente al centro delle cronache per via della chiusura, uno dietro l'altro, di diverse attività. Una via centrale e importante soprattutto come strada di passaggio, in quanto collega il centro storico con la stazione ferroviaria e degli autobus.

Alice ha letto le numerose lamentele sollevate in questi giorni dai commercianti di via Diaz, e ha deciso di non restare indifferente, ma di dare anche il suo punto di vista. "E' vero che tanti chiudono, ma ci sono anche tanti che invece restano aperti - spiega la donna - Se si continua a dire che c'è la crisi, alla fine i clienti non vengono davvero più a comprare. Io sono qui da nove anni, ho fatto tanti sacrifici e ne farò ancora, ma serve più collaborazione anche tra noi noi negozianti. Non riesco però a vedere tutto grigio, resto comunque propositiva".

La commerciante non nega certo che ci siano diversi problemi, relativi alla via così come al centro storico in generale: "Però bisogna essere precisi: quando si parla del degrado del centro storico, bisogna dare una definizione precisa. Certo, il centro non è moderno, ma non cade neanche a pezzi. Non penso certo che sia tutto rose e fiori: i problemi li vedo, ma credo che sia necessario impegnarsi tutti, a partire dagli stessi ravennati che in centro non ci vengono". Perchè? "Non penso sia colpa della scarsità di parcheggi - anche se è vero, il problema c'è - o dei centri commerciali, ma più dello shopping online. E forse manca anche un certo tipo di proposta in centro, non c'è più quella varietà di negozi che c'era anni fa". Il perchè è presto detto: "Gli affitti sono troppo alti - continua Alice - Il Comune deve fare la voce grossa con gli affittuari. Le dinamiche di acquisto sono cambiate, e in nove anni lo abbiamo visto bene; però per noi negozianti le spese sono aumentate e gli affitti non sono certo scesi".

Come resistere dunque? "Noi negozianti, a differenza degli online, diamo consigli e instauriamo con i clienti un rapporto umano: è il nostro valore aggiunto, dobbiamo puntare su quello. Ci vorrebbe anche una "comunione di intenti" tra noi negozianti negli orari di apertura e chiusura, essere più "smart" e lavorare in sintonia. Sicuramente poi servirebbero più eventi o anche delle semplici bancarelle in via Diaz, e non solo fino a Piazza del Popolo: sembra che alla fine della piazza ci siano le colonne d'Ercole che non possono essere sorpassate", ironizza la titolare.

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"Gli eventi fanno bene, ma in via Diaz sono pochi: il weekend della Maratona, ad esempio, per me è il più importante dell'anno a livello di nuovi clienti - conclude Alice - Potremmo organizzarci tra noi commercianti, come hanno fatto di recente in via Mazzini, e creare degli eventi tutti insieme. E poi le piccole cose: per esempio, in ogni negozio potrebbe esserci un gioco per bambini, di modo che mentre la mamma o il babbo fanno shopping il bambino non si annoia. Qui in erboristeria io ho comprato una lavagnetta coi gessetti, ho speso venti euro ed è l'elemento più apprezzato dai clienti".

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