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Infermiera condannata all'ergastolo, l'Ausl: "A Lugo nuove modalità di lavoro"

La direzione generale dell'Ausl Romagna "rinnova tutta la propria vicinanza e partecipazione al dolore dei familiari colpiti dalla vicenda ed al contempo esprime la propria soddisfazione per l'importante e celere lavoro conseguito dall'autorità giudiziaria

Dopo la condanna all'ergastolo di Daniela Poggiali, l'ex infermiera dell'ospedale 'Umberto I' di Lugo, nel ravennate, accusata di avere ucciso una paziente, la 78enne Rosa Calderoni, iniettandole la mattina dell'8 aprile 2014 una dose letale di potassio cloruro, la direzione generale dell'Ausl Romagna "rinnova tutta la propria vicinanza e partecipazione al dolore dei familiari colpiti dalla vicenda ed al contempo esprime la propria soddisfazione per l’importante e celere lavoro conseguito dall’autorità giudiziaria, alla quale continuerà ad assicurare la più ampia collaborazione, convinta che solo un rapporto improntato alla più alta cooperazione fra Istituzioni, possa contribuire al bene della collettività".

La direzione dell’Ausl ricorda di aver "da subito provveduto a rivedere gli assetti organizzativi e procedurali partendo dal rinnovamento delle responsabilità apicali (direttore sanitario del presidio, primario e caposala del reparto) fino alla sostituzione graduale del personale dedicato all’assistenza. Al contempo sono state attivate nuove modalità organizzative di lavoro all’interno del reparto che permettono una migliore individuazione delle responsabilità nella presa in carico di ogni singolo paziente. Crediamo sia questo l’atteggiamento giusto anche per rendere merito e riconoscimento ai tanti operatori che quotidianamente sono impegnati all’interno della struttura per garantire ai pazienti le migliori qualità di cura".

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