Iniezione letale alla paziente, Daniela Poggiali condannata all'ergastolo

Ergastolo: è giudizio emesso in serata al Tribunale di Ravenna per l'infermiera Daniela Poggiali. Intorno alle 20,15, dopo quasi 8 ore di camera di consiglio i giudici togati e popolari sono usciti con il verdetto in mano

Ergastolo: è giudizio emesso in serata al Tribunale di Ravenna per l’infermiera Daniela Poggiali. Intorno alle 20,15, dopo quasi 8 ore di camera di consiglio i giudici togati e popolari sono usciti con il verdetto scritto su un foglio. Per la Poggiali la Corte ha deciso per il “fine pena: mai”, la pena più dura prevista dal Codice penale italiano. Nel corso della mattinata di venerdì in aula si erano tenute le le ultime schermaglie tra accusa, difesa e parti civili, con brevi arringhe conclusive, quindi la fine del processo, con i giudici che si ritiravano all’ora di pranzo per decidere. Quando sono usciti, tutti hanno trattenuto il respiro.

Alla lettura della sentenza, la Poggiali è rimasta ferma e impassibile, il fidanzato ha invece immediatamente lasciato l’aula. Lacrime di sollievo per i familiari della vittima. Il procuratore Alessandro Mancini, accanto alla pm titolare dell’inchiesta Angela Scorza, ha parlato di un “buon lavoro di squadra della Procura” e di un “ottimo lavoro investigativo” da parte dei carabinieri. Una pena che, a detta del procuratore, era dovuta dato le ricostruzioni accusatorie. Scontato, invece, il ricorso in appello da parte della difesa, sostenuta dall’avvocato Stefano Dalla Valle, che aveva chiesto l’assoluzione. 

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Daniela Poggiali è la 43enne ex infermiera dell'ospedale 'Umberto I' di Lugo, nel ravennate, accusata di avere ucciso una paziente, la 78enne Rosa Calderoni, iniettandole la mattina dell'8 aprile 2014 una dose letale di potassio cloruro. La vicenda si staglia su un contesto inquietante di numerose morti sospette all'interno dell'ospedale lughese, oltre che di furti in corsia e foto con i cadaveri.
 

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