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Erosione della costa, Tardi (CambieRà): "Situazione prevedibile, serve una soluzione"

Il tema dell’erosione che interessa i primi 500 metri circa a sud della foce del fiume Lamone è stato al centro di un incontro tecnico svoltosi mercoledì mattina negli uffici comunali di Ravenna

Il tema dell’erosione che interessa i primi 500 metri circa a sud della foce del fiume Lamone è stato al centro di un incontro tecnico svoltosi mercoledì mattina negli uffici comunali di Ravenna, al termine del quale è stato approvato un intervento di ripascimento, la cui approvazione avverrà entro settembre, con l’apporto di circa 10mila metri cubi di sabbia provenienti della foce del fiume Lamone.

"Ben poca è la sorpresa nel vedere l’arenile ridotto in quello stato, mentre molto è lo sgomento di fronte alla reazione degli organi preposti alla pianificazione e al controllo delle situazioni - commenta il capogruppo in consiglio di CambieRà Samantha Tardi - Che la nostra costa sia sottoposta a stress e sia, da decenni, in continuo mutamento è cosa nota, tanto che nel tempo svariati furono i tentativi di contenimento del problema, tramite protezioni, barriere, simulazioni e continui interventi di diverso carattere, come scogliere perpendicolari o parallele alla linea di costa, ripascimenti. Da diversi anni il Comune di Ravenna spende ingenti somme per la difesa della costa, con un diretto coinvolgimento della Regione Emilia Romagna, pertanto ci si chiede come queste somme vengano spese e se esse vengano spese in maniera uniforme, oppure a macchia di leopardo lasciando indietro tratti come, appunto, quello di Marina Romea colpito nel weekend. Il da farsi sarebbe stato da capire molto tempo prima, mentre l’erosione da mareggiata viene clamorosamente ed erroneamente considerata un evento straordinario e imprevedibile, per il quale sembra che il coinvolgimento di tecnici e Università diventi una splendida idea politica dell’attuale assessore il quale, dall’alto della sua posizione, risveglia i “dormienti” e li richiama all’ordine".

"Pare invece che tecnici, Università, Arpae e Regione producano corposi studi sul fenomeno già da tempo immemore e sarebbe quindi sufficiente prenderne atto, studiarli, consultarsi, organizzarsi, pianificare e programmare per tempo i lavori, viceversa sorge spontanea una domanda - prosegue la consigliera d'opposizione - ma fino a oggi, allora, cosa si è fatto e dove erano nascosti tutti i deputati a questa incombenza? E’ del tutto evidente che, data l'importanza e la consistenza del problema, esso non può essere risolto in una riunione emergenziale ed estemporanea; piuttosto sia questa l'occasione per un approfondimento, anche in sede consiliare (o per tramite di una Commissione dedicata) per rendicontare quanto fatto negli anni passati. Che si renda noto alla cittadinanza lo stato degli studi già effettuati e in essere, le previsioni progettuali in corso di attuazione o in previsione, le soluzioni ritenute idonee o sperimentali e soprattutto se esiste una volontà e risorse per un ampio progetto complessivo, di largo respiro e di lungimirante visione futura, di difesa della costa, che superi l'attuale politica di interventi spot ed emergenziali".

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