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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca

Estrazioni in mare, Lido di Dante lancia l'allarme: "La costa si abbassa sempre di più"

"Lido di Dante - osservano dal Comitato - è l’unica località della nostra costa ad ospitare così vicino ad un centro abitato una piattaforma metanifera, l’Angela Angelina, alla quale afferiscono ben 14 pozzi di estrazione"

Il Comitato Cittadino Lido di Dante rilancia l'allarme erosione, chiedendo "interventi di difesa urgenti", ma anche di "pensare anche ad eliminare le cause antropiche della subsidenza". Le ultime mareggiate hanno messo nuovamente in luce l’estrema criticità del problema legato all’erosione costiera che sta duramente colpendo la località di Lido di Dante e la spiaggia antistante la pineta Ramazzotti. A rischio non solo il patrimonio naturalistico, ma anche l'abitato con gli stabilimenti balneari (in primis il campeggio Ramazzotti).

"Se siamo quindi in attesa, con ansia, degli invocati interventi di difesa (a breve speriamo, dovrebbero iniziare le prime opere di ricalibratura e potenziamento delle attuali scogliere antistanti la località), ci auspichiamo anche che le recenti dichiarazioni del nostro Sindaco, al quale va il nostro sentito ringraziamento, circa l’impegno nel cercare di attivare in Regione e presso il Ministero per l’Ambiente, procedure in deroga per avviare in tempi rapidissimi i necessari interventi per la difesa della costa, possano trovare un’altrettanto veloce e positiva risposta", evidenziano dal Comitato.

Erosione e mareggiate a Lido di Dante

"La situazione si sta facendo infatti sempre più critica - è il grido d'allarme -. Ogni anno a causa anche della forte subsidenza il mare si porta via metri di arenile sia a sud che a nord dell’abitato dove non ci sono difese, mentre ad ogni mareggiata gli stabilimenti balneari, tutti a ridosso della località, sono sempre “sul filo del rasoio”. Sfortunatamente gli effetti della subsidenza sono irreversibili e quindi, oltre alle necessarie e urgenti opere di difesa, riteniamo che sia ormai giunto il momento a livello Istituzionale di cominciare a pensare anche a quali strategie adottare per fermare, o quantomeno ridurre al minimo, tutte le concause di tipo antropico che contribuiscono ad aggravare tale fenomeno".

"Lido di Dante - osservano dal Comitato - è l’unica località della nostra costa ad ospitare così vicino ad un centro abitato una piattaforma metanifera, l’Angela Angelina, alla quale afferiscono ben 14 pozzi di estrazione, alcuni dei quali pescano proprio a ridosso della località. Numerosi studi scientifici (Arpa Emilia Romagna, Legambiente ed altri studi specialistici) mostrano chiaramente come dopo l’installazione della piattaforma, avvenuta nel 1997, il fenomeno della subsidenza a Lido di Dante si è progressivamente e significativamente aggravato. Dal 1999 la località ha conquistato il triste primato in termini di subsidenza a livello di costa emiliano romagnola con una velocità di abbassamento medio di 1,9 centimetri all’anno, contro i 0,5 centimetri di abbassamento medio del territorio ravennate".

Illustrano ancora dal Comitato: "Con una sorta di effetto ad imbuto, con epicentro a Lido di Dante, il fenomeno interessa negativamente anche i territori limitrofi come Lido Adriano (- 1,5 centimetri per anno) e la Foce del Bevano (- 1,2 centimetri per anno), ad evidenza di una correlazione tra l’aggravarsi del fenomeno della subsidenza e la vicinanza alle zone di estrazione. Se a livello Regionale e Comunale è ormai consolidato l’orientamento di non procedere con nuove estrazioni entro 3 miglia marine dalla costa (l’Angela Angelina è a poco più di 1 miglio) e nelle zone maggiormente critiche a livello di subsidenza, rischio sismico o ingressione marina, riteniamo che pur non trattandosi di nuove perforazioni, la situazione della nostra località non possa non essere presa in attenta e seria considerazione da parte di tutte le Istituzioni coinvolte".

Concludono dal Comitato: "Se non si farà nulla al riguardo, con la velocità di abbassamento attuale e il recente rinnovo ministeriale della concessione a ENI fino al 2027, avremo un abbassamento minimo di ulteriori 28 centimetri nei prossimi 14 anni che, sommato all’innalzamento del livello medio del mare dovuto ai cambiamenti climatici, significherà quasi sicuramente vanificare gli attuali interventi di difesa e portare il mare sin dentro al paese".

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