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Esce dal pub, viene seguito e rapinato da un gruppetto di ubriachi: tra loro anche un ravennate

Si tratta di un forlivese di 17 anni, di un ravennate di 18 e di una ragazza 19enne di origini napoletane. Il fatto risale nella notte tra martedì e mercoledì

Tre giovanissimi, tra cui una ragazza e un minorenne, sono stati denunciati in stato di libertà dagli agenti della Squadra Mobile di Forlì per aver rapinato un ragazzo forlivese di 20 anni affetto da un deficit cognitivo. Si tratta di un forlivese di 17 anni, di un ravennate di 18 e di una ragazza 19enne di origini napoletane. Il fatto risale nella notte tra martedì e mercoledì in un locale del centro di Forlì, al culmine di una serata nel corso della quale si è alzato troppo il gomito.

La vittima, anch'essa sotto l'effetto dell'alcol, ha abbandonato il locale dirigendosi intorno alle 2.30 a piedi verso la propria abitazione. Ad un tratto il gruppetto dei tre ha deciso di seguirlo e due di loro, una volta raggiunto il malcapitato, l'hanno strattonato e spintonato a terra. Uno dei tre, in particolare, ha iniziato a colpirlo con violenti pugni al volto ed una volta a terra hanno iniziato a depredarlo dei propri effetti personali, in particolare del telefono cellulare, del portafogli e delle cuffie auricolari.

L'arrivo al Pronto Soccorso

Il giovane, in preda al panico, ha tentato la fuga ma è stato riacciuffato e picchiato nuovamente dalla banda di giovanissimi. Finalmente il 20enne è riuscito a raggiungere la propria abitazione, informando il papà di quanto accaduto e successivamente presentandosi al Pronto Soccorso di Forlì. La Squadra Mobile, assistita in prima battuta anche dal personale dell'Ufficio Prevenzione Generale, ha fatto subito partire le indagini e, poco dopo. In particolare gli agenti hanno notato che al Pronto Soccorso erano appena arrivati due ragazzi di cui uno necessitava di medicazioni ad un ginocchio. Ma i giovani non sono stati riconosciuti dalla vittima, ancora scossa da tanta violenza.

Le indagini

A essere decisive sono state le telecamere di videosorveglianza sul luogo della rapina, l'incrocio dei dati telefonici e lo sviluppo delle indagini da parte della Polizia, che hanno permesso di identificare i tre ragazzi. All'inizio hanno negato quanto accaduto, poi sono stati interrogati in via separata. Ma alla fine è arrivata la verità: i tre hanno infatti ammesso davanti ai propri avvocati. "Ci ha provocato" avrebbero dichiarato i tre (tutti disoccupati e senza precedenti) a loro discolpa: poi l'inseguimento e la rapina, con i giovani annebbiati dai fumi dell'alcol. Gli aggressori, dispiaciuti e pentiti, hanno riconosciuto le loro colpe.

Le accuse

Al ragazzo è stata riscontrata la lesione ad un occhio. La prognosi parziale è di 4 giorni. Il telefono rapinato è stato lanciato lungo la via di fuga e non ritrovato, mentre il portafogli è stato recuperato con tutti i documenti. La vittima non ricorda se all'interno vi fossero soldi o meno: ma ricorderà a lungo una nottata da incubo. L'operazione è stata seguita dal pubblico ministero Filippo Santangelo. I giovani sono stati accusati di rapina aggravata e lesioni personali.

(FOTO DI REPERTORIO)

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