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Esp e Cinemacity offrono i loro spazi per i vaccini: ma l'Ausl continua al Pala e pensa a una struttura in ospedale

Il Pala de Andrè, nei primi tre mesi dell'anno, è costato alle casse pubbliche ravennati 210mila euro - cifra che aveva spinto il capogruppo di Lista per Ravenna a presentare un'interrogazione al sindaco sui costi molto elevati rispetto ad altre sedi vaccinali in Romagna

Tante offerte ricevute, ma alla fine - come aveva già spiegato il direttore generale dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori in un'intervista a RavennaToday - i vaccini si continueranno a fare al Pala de Andrè. Tra le offerte pervenute all'Ausl, che il 26 febbraio aveva emesso un bando per cercare una nuova sede vaccinale nel Comune di Ravenna (per tre mesi eventualmente prorogabili e alle stesse condizioni applicate per ogni altra sede precedentemente acquisita), c'è quella del Cinemacity (al costo di 37.500 euro al mese), quella del Grand Hotel Mattei (per 24mila euro al mese) e quella della sala da ballo di via Falconieri gestita dall'associazione Amare Ravenna del consigliere Daniele Perini (per un costo di 10.300 euro al mese).

Il Pala de Andrè, nei primi tre mesi dell'anno, è costato alle casse pubbliche ravennati 210mila euro - cifra che aveva spinto il capogruppo di Lista per Ravenna a presentare un'interrogazione al sindaco sui costi molto elevati rispetto ad altre sedi vaccinali in Romagna. Nel frattempo il 31 marzo è scaduto il contratto relativo al Pala de Andrè. La direzione aziendale Ausl, valutando che "il progressivo potenziamento del piano vaccinale ha reso già superati i requisiti richiesti dal bando, essendo in pochi mesi passati da 6 a 10 box vaccinali e gestendo più di 1000 pazienti al giorno", ha deciso, evidentemente fuori termine, di "procedere alla verifica di una quarta ulteriore offerta presso il centro commerciale Esp" - si legge nella risposta all'interrogazione di Ancisi - in quanto “la sede mostra delle potenzialità, sebbene trattandosi di un’area grezza richieda tempi progettuali e di allestimento tra i 40 e i 60 giorni”. Inoltre, “in parallelo, l’Azienda sta valutando la possibilità di dotarsi di una struttura di proprietà da allestire presso l’area ospedaliera”. "Scartate così le tre offerte pervenute regolarmente, che rispondevano ai requisiti richiesti poche settimane prima, poi cambiati senza che fosse successo niente di imprevedibile - commenta il consigliere d'opposizione - la conseguenza è stata che “per i prossimi mesi, l’attività vaccinale proseguirà presso l’attuale sede”, perché “già allestita in maniera congrua alla richiesta di potenziamento”, e potendo anche costare meno (quanto non si sa) per il minor costo del riscaldamento “a partire dal primo aprile”".

"Che il Pala De André avesse esuberanza di spazi, offrendo un servizio pienamente all’altezza, non è mai stato in discussione - puntualizza Ancisi - Che fosse il solo attrezzato per darvi continuità alla scadenza di fine marzo è conseguenza dei fatti compiuti, tuttavia evitabili. La gestione di questa partita ha infatti mostrato molte crepe, che sollevano alcuni interrogativi. Per le esigenze dei primi mesi, che l’Ausl stessa ha detto, con il bando di fine febbraio, essere stato di 500 metri quadrati di superficie e 1.000 posti auto, perché il bando non è stato fatto a metà dicembre quando già si sapeva di dover vaccinare i ravennati fin da gennaio? Col Cinema City si sarebbero risparmiati 97.500 euro, col Grand’Hotel Mattei 138.000, con la sala di via Falconieri 170.100, denaro utile per altre delle molte esigenze dettate dalla pandemia. Dato e non concesso che non si potesse prevedere già da allora che la vaccinazione di massa della popolazione avrebbe richiesto disponibilità di spazi attrezzati molto più ampi, perché questa riflessione non si è fatta in corso d’opera, diciamo entro gennaio, ma neppure a fine febbraio, quando si è finalmente indetto il bando ridotto poi a burletta? L’Esp non esisteva già a dicembre? La “struttura di proprietà da allestire presso l’area ospedaliera” non sarebbe forse stato l’investimento più conveniente, nell’immediato e per ogni esigenza futura, perfetto per la collocazione dentro l’ospedale? Perché pensarci dopo quattro mesi? L’esperienza del pronto soccorso non ha ancora consigliato lungimiranza? Teniamoci dunque il Pala De André per due mesi, come sembra di capire. Va comunque benissimo. Ma l’impressione è che si navighi a vista".

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