Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

"Se non paghi uccidiamo tua figlia", poi gli bruciano la casa: arrestata famiglia di estorsori

Un "affare di famiglia" che ha visto coinvolti nonno, padre e figlio in un caso di estorsione che lega con un filo rosso ravennate, Veneto e Romania

Foto Massimo Argnani

"Se non paghi ti bruciamo la casa e ti uccidiamo la figlia". Un "affare di famiglia" che ha visto coinvolti nonno, padre e figlio in un caso di estorsione che lega con un filo rosso ravennate, Veneto e Romania. All'alba di giovedì 8 novembre i Carabinieri del comando provinciale di Ravenna, insieme a quelli della Compagnia di Bassano del Grappa, hanno rintracciato e arrestato tre romeni di 64, 43 e 26 anni - rispettivamente nonno, padre e figlio - domiciliati a Rosà, nel vicentino, e già noti alle forze dell'ordini per reati relativi all'estorsione, sui quali pendeva la misura cautelare della custodia in carcere per concorso in tentata estorsione aggravata.

Nei primi giorni di ottobre, un 48enne romeno residente nel ravennate aveva denunciato ai Carabinieri di essere stato vittima del tentativo di estorsione da parte di alcuni connazionali. L'uomo già due anni prima, quando ancora viveva in Romania, dopo aver acquistato una casa aveva subito pressioni da parte di questi malviventi che chiedevano il pagamento della somma di 20mila euro, solo perchè l'abitazione si trovava vicino a una loro proprietà e l'acquirente non aveva chiesto loro il "permesso" di comprare immobili in quell'area. Gli stessi avevano minacciato il connazionale, dicendogli che gli avrebbero bruciato la dimora e addirittura ucciso la figlia, se non avesse consegnato il denaro. L'uomo ha quindi denunciato nciare il fatto alle forze dell'ordine locali: dopo qualche giorno dalla denuncia, di fronte all'abitazione della vittima alcuni ignoti hanno esploso colpi di arma da fuoco, uno dei quali proprio in direzione della figlia, fortunatamente rimasta illesa.

A quel punto l'uomo, spaventato, ha deciso di trasferirsi in Italia con la famiglia. Ma ciò non è bastato a fermare gli estorsori, che il 1 ottobre di quest'anno si sono rimessi all'opera contattando di nuovo il 48enne, inviandogli dei videomessaggi in cui mostravano l'abitazione dell'uomo in Romania minacciando di bruciarla qualora non avesse pagato, chiedendo questa volta una somma di 50mila euro. "Siamo entrati nella tua casa, se non paghi la bruciamo", si sente in uno dei video intimidatori. Di nuovo l'uomo ha subito denunciato quanto accaduto. Dopo pochi giorni ha ricevuto un nuovo videomessaggio in cui gli estorsori mostravano di non essersi fermati alle minacce: nel video, infatti, si vedeva la sua abitazione nel paese d'origine rasa al suolo dalle fiamme.

Le indagini, svolte dai Carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica di Ravenna e con la collaborazione degli organi di cooperazione internazionale, hanno permesso di identificare gli estorsori. L'Autorità giudiziaria ravennate il 5 novembre ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere e, l'8 novembre, dopo l'individuazione dei ricercati nel vicentino, i tre sono stati portati in carcere nel capoluogo veneto. Durante la perquisizione nell'abitazione dei tre è stato scoperto una sorta di "caveau", vuoto, che secondo gli inquirenti avrebbe potuto essere utilizzato per nascondere armi o esplosivo.

Foto Massimo Argnani

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