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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Cervia

La Finanza stana un meccanico abusivo: in 4 anni ha evaso 400mila euro

Il meccanico svolgeva la propria attività in un garage situato nella sua abitazione privata, senza possedere alcuna autorizzazione

Un meccanico di moto e scooter completamente “in nero”: a scoprirlo i militari della Guardia di Finanza della Tenenza di Cervia, appurando che l'indagato in quattro anni non ha dichiarato redditi per circa 400.000 euro (l’imposta evasa stimata è pari a quasi 200.000 euro). Le Fiamme Gialle hanno individuato l’attività abusiva in una zona periferica del territorio cervese. Il meccanico svolgeva la propria attività in un garage situato nella sua abitazione privata, senza possedere alcuna autorizzazione.

I sospetti sono nati durante il controllo economico del territorio svolto dalle pattuglie del numero di pubblica utilità “117” ed il riscontro sulla rete internet delle attività commerciali della provincia per scoprire i cosiddetti “evasori totali”. I veicoli in sosta nei pressi dell’officina e la presenza di un vero e proprio catalogo on-line con tanto di costi dei pezzi di ricambio e foto delle elaborazioni prodotte dal meccanico hanno confermato l’ipotesi di non trovarsi di fronte ad un appassionato di motori ma ad un vero e proprio artigiano specializzato.

Così, dopo appostamenti e sopralluoghi volti a riscontrare l’effettivo svolgimento dell’attività abusiva, è scattato l’intervento sottoponendo il meccanico ad una verifica fiscale, accertando la mancanza delle prescritte autorizzazioni per esercitare l’attività. L’officina, condotta abusivamente ed in evasione d’imposta, era totalmente sconosciuta al fisco in quanto il responsabile non aveva mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, né era stata fatta alcuna comunicazione di inizio attività. Grazie anche alle indagini bancarie, i finanzieri sono riusciti a determinare entrate e uscite dell’attività svolta “in nero”.

La ricostruzione delle vendite di parti di ricambio ed altri accessori modificati ha permesso di appurare introiti non dichiarati per quasi 400.000 euro di imponibile, un’imposta evasa per oltre 100mila euro ed Iva dovuta e mai versata per oltre 80mila euro. Le attrezzature e le strumentazioni utilizzate per l'attività “in nero” sono state sequestrate e l’esercizio abusivo dell’attività meccanica è stata segnalata anche alla Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Ravenna per le contestazioni amministrative di competenza. "Oltre a tutelare l’Erario, la lotta all’evasione e all’economia sommersa ha come scopo quello di garantire l’esatto funzionamento delle regole del mercato, a tutela degli imprenditori onesti ed evitare che ai cittadini vengano prestati servizi non efficienti e non garantiti dalle norme sulla sicurezza", evidenziano dal Corpo delle Fiamme Gialle.

CNA E CONFARTIGIANATO - Grande soddisfazione per Cna e Confartigianato "per la brillante operazione che ha portato a smascherare una attività completamente abusiva. Un particolare ringraziamento alla Guardia di Finanza per il lavoro svolto di indagine che ha permesso di scoprire un attività di meccanico completamente sconosciuta al fisco e mancante di ogni autorizzazione amministrativa". Da anni, viene rimarcato, "le associazioni dell’Artigianato sono in campo per contrastare i fenomeni di abusivismo e tutelare le imprese regolari che operano sul mercato cercando di difendere la sana e libera concorrenza. A questo scopo è stato siglato, nel 2013, in Prefettura, un Protocollo d’Intesa con tutte le Amministrazioni Locali per individuare modalità di intervento finalizzate a sviluppare una repressione mirata, mettendo a disposizione dei cittadini delle e-mail dedicate alla raccolta di segnalazioni di attività abusive. Queste segnalazioni, inviate alle Forze dell’Ordine, hanno permesso di attivare positive azioni di repressione di questo fenomeno. Dietro all’abusivismo non vi sono solo aspetti economici ma anche rilevanti problemi legati alla tutela della sicurezza del consumatore e dell’ambiente. Confartigianato e Cna "ribadiscono la loro disponibilità a diventare punti di raccolta di segnalazione di attività abusive a tutela del sistema imprenditoriale regolare e della libera concorrenza del mercato". 

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