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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Fa’Afafine, Popolo della Famiglia: "Molte famiglie hanno scelto di non far partecipare i figli"

Il contestato spettacolo per ragazzi “Fa’Afafine” che parla di identità sessuale, finito nel mirino in quanto diffonderebbe la cosiddetta teoria gender, ha visto delle defezioni

Il contestato spettacolo per ragazzi “Fa’Afafine” che parla di identità sessuale, finito nel mirino in quanto diffonderebbe la cosiddetta teoria gender, che si è tenuto in orario scolastico al teatro Rasi di Ravenna e destinato agli alunni di 10-14 anni,  per Stefano Gardini, rappresentante del partito “Popolo della Famiglia”, è stato disertato da parte degli alunni: “Due cose sono balzate all’occhio: le presenze erano inferiori a quelle di altri spettacoli teatrali proposti in questi giorni e molte classi (probabilmente tutte) non erano al completo e, per ammissione degli stessi insegnati intervistati all’uscita, non a causa dell’influenza. Queste due situazioni per noi del Popolo della Famiglia sono la riprova della scelta inopportuna di questo spettacolo”.

Secondo Gardini dunque molte famiglie non hanno fatto partecipare i figli allo spettacolo: “In particolare la presenza di molte classi non al completo dovuta alla scelta di qualche famiglia coraggiosa e ben informata, suscita qualche riflessione. Ribadiamo con forza la richiesta di un consenso informato e puntuale delle famiglie quando si trattano questi temi al fine di permettere una scelta vera del modello educativo per i propri figli. Rileviamo poi che l’assenza di alcuni alunni in ogni classe dovuta alla scelta delle famiglie crea una condizione a nostro avviso inaccettabile. Nella scuola è prassi consolidata rinunciare ad esempio alle uscite didattiche quando anche un solo bambino non può partecipare per motivi economici e non si attiva una rete di solidarietà; in questo modo si evita una discriminazione economica che è particolarmente ripugnante e dolorosa”.

“Lunedì invece è andata in scena un’altra forma di discriminazione altrettanto ripugnante: in ogni classe abbiamo creato un gruppetto di bambini che potrebbero essere oggetto di scherno e derisione per la loro assenza allo spettacolo; invitiamo pertanto insegnanti e genitori a vigilare. Segnaliamo in particolare la situazione di una classe dove una parte dei genitori ha scelto (legittimamente, siamo per la scelta alle famiglie sempre), di accompagnare personalmente i propri figli allo spettacolo dopo la rinuncia delle insegnanti, ‘marinando’ la scuola fino alle 11.45. Lodando la grande disponibilità delle famiglie, cosa che solitamente si fa fatica a riscontrare in altre attività didattico/culturali, rimarchiamo l’aspetto diseducativo, a nostro avviso, del messaggio lasciato passare ai bambini sull’importanza della scuola, ed il rischio elevatissimo di far apparire coloro che non hanno partecipato e le loro famiglie come degli ‘alieni’ rendendo la loro ‘diversità’ ancora più visibile e dolorosa. Tutto questo ci fa capire come la lotta alle discriminazioni funziona a giorni alterni, e che si sono discriminati di serie A per cui, giustamente, vanno applicate tutte le attenzioni possibili, e discriminati di serie B che tutto sommato se la sono cercata e possono essere tranquillamente lasciati perdere. Noi pensiamo che in questa triste vicenda si sia perso in modo eclatante il principio che dovrebbe ispirare tutti, amministratori e genitori: i bambini prima di tutto”.
 

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